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“Devi mandare via Di Maio” Governo, maggioranza in fibrillazione dopo la scissione dei poltronisti traditori guidati dal Bibitaro

Addio: Luigi Di Maio sta per andarsene dal M5s. Lo strappo con Giuseppe Conte è definitivo: il ministro degli Esteri è al lavoro con la raccolta firme per la costituzione di un nuovo gruppo parlamentare. Insomma, sul parlamento si abbatte un discreto tsunami. Le cui conseguenze, probabilmente, devono ancora essere comprese. Anche per il governo e per Mario Draghi, che per certo esce più debole dalla giornata di oggi: un M5s senza Di Maio è sicuramente una forza di maggioranza assai più insidiosa, ostile, nonostante il compromesso che è stato di fatto trovato sulla risoluzione per l’invio delle armi all’Ucraina, il punto della discordia su cui si è consumata la rottura tra Giggino e il presunto avvocato del popolo.

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E dopo lo strappo, ecco piovere le parole di Matteo Salvini, leader di quella Lega che è parte integrante di questa maggioranza, pur tra molti malumori crescenti. E Salvini sottolinea: “Avere un ministro degli Esteri che non rappresenta nemmeno il suo partito è problematico”. Una stoccata a Di Maio, ma in controluce anche un messaggio a Draghi: così si fa tutto più duro. 

Il leghista, però, aggiunge anche di non essere granché appassionato alle beghe pentastellate: “Mi preoccupa che questi litigi in casa di altri stiano rallentando l’approvazione del decreto benzina e del decreto siccità. Non capiamo perché il governo non rinnovi lo sconto per benzina e non aiuti agricoltori e allevatori. Sono contento però che grazie alla Lega si sia raggiunta un’intesa sulla risoluzione e che Draghi nel suo intervento in Aula abbia parlato di pace”, rimarca Salvini.

Ovviamente fioccano dichiarazioni anche dal M5s. Per esempio Danilo Toninelli, il quale afferma: “Di Maio lo metto sul podio subito dopo Casaleggio e Grillo. È un pezzo fondamentale del Movimento. Lo considero così, parte della storia dei Cinque Stelle. Ma ora sta sbagliando”. Così ai cronisti che lo hanno intercettato fuori da Palazzo Madama. “Ma io confido che la divisione non ci sia”, ha aggiunto Toninelli, speranza che appare però assai vana. Si registra, tra le molte, anche la durissima presa di posizione dell’ex grillino Alessandro Di Battista, che senza troppi giri di parole ha parlato di “ignobile tradimento”.

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