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Armi all’Ucraina, Draghi se ne frega dell’opinione degli italiani e tira dritto al Senato grazie alla complicità di una pletora di parassiti

Mario Draghi ha parlato in Senato prima del voto sulla risoluzione in vista del prossimo Consiglio europeo. «Il governo italiano intende continuare a sostenere l’Ucraina così come questo Parlamento ci ha dato mandato di fare – ha detto Draghi in Aula – Le sanzioni alla Russia funzionano. Il tempo sta rivelando che queste misure sono sempre più efficaci. Solo una pace concordata e non subita può essere davvero duratura».

Poi il passaggio sulla crisi umanitaria in atto. «Il conflitto in atto rischia di creare una crisi umanitaria di dimensioni straordinarie. Le forniture di grano sono a rischio nei Paesi più poveri del mondo. Le devastazioni della guerra peggioreranno la situazione nei prossimi mesi – ha aggiunto – Le proiezioni dell’Ucraina indicano che la produzione dei cereali potrebbe calare tra il 40 e il 50% rispetto all’anno scorso».

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«L’unità è essenziale». Il premier Mario Draghi, nella sua replica al Senato, dopo il deposito della risoluzione di maggioranza, ha voluto sottolineare l’unità emersa sulla posizione riguardo la guerra in Ucraina. «Continuiamo sulla strada del decreto» Ucraina, ha sottolineato il presidente del Consiglio. «Ringrazio il Senato per il sostegno ad aiutare l’Ucraina a difendere la libertà e la democrazia», ha spiegato il presidente del Consiglio elencando gli impegni presi. Ovvero a continuare con le sanzioni alla Russia e «a ricercare una pace duratura che rispetti i diritti e la libertà dell’Ucraina». «Continueremo, insomma, sulla strada disegnata dal dl 14 del 22», ha detto Draghi sottolineando che l’unità «è essenziale».

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Un commento

  1. Maledetto dittatore affarista banchiere. Spero tu muoia e con tutti i bigliettoni €€€ come imbottitura alla cassa da morto.

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