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Licenziamenti e razionamenti: il terribile scenario è alle porte. Cosa ci attende il prossimo autunno grazie alla scellerata politica di obbedienza al Pentagono del signor Mario Draghi

di Carlo Toto per il blog di Nicola Porro

La Russia continua con il taglio delle forniture di gas ed a fronte di una richiesta giornaliera di gas da parte di Eni pari a circa 63 milioni di metri cubi, Gazprom ha comunicato a Eni che fornirà solo il 50% di ciò che è stato richiesto, ma il problema principale di questa vicenda sono gli stoccaggi.

Nei primi sedici giorni di giugno, negli stoccaggi italiani sono stati immessi poco più di 0,8 miliardi di mc di gas, il 25% in meno dell’analogo periodo del 2021 e il 39% in meno che nel 2019. Il tasso medio delle immissioni è in calo rispetto alle scorse settimane.

Giovedì, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che le riduzioni dell’offerta non sono state premeditate e sono legate a problemi di manutenzione. Ma il primo ministro italiano, Mario Draghi, ha respinto la sua spiegazione: “Sia la Germania che noi, e altri, crediamo che queste siano bugie. In realtà, stanno facendo un uso politico del gas, come se stessero usando il grano per lo stesso uso”, ha detto Draghi, in una conferenza stampa, durante una visita a Kiev con i suoi omologhi tedeschi e francesi.

Come riporta La Stampa, l’Italia punta a riempire il sistema di stoccaggio del gas del Paese fino ad almeno il 90% della capacità in tempo per il prossimo inverno. Lo stoccaggio è al 54% della capacità a partire da giovedì. L’Italia ha ridotto la sua dipendenza dalle forniture di gas dalla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina a febbraio.

Il governo pensa ai razionamenti

Il governo starebbe lavorando per ridurre in maniera strutturale i consumi di gas, con alcuni provvedimenti pronti a scattare subito in caso di interruzione delle forniture: verrebbe imposta una temperatura massima, nonché un numero di ore per l’accensione degli impianti nelle case e negli uffici. Sono previste, inoltre, limitazioni anche per l’illuminazione pubblica sia nelle città, sia lungo la rete stradale extraurbana. Potrebbero essere coinvolte anche le centrali a carbone per aumentare la produzione di energia elettrica. Sono ancora 6 quelle in attività in Italia: 2 in Sardegna, a Venezia, a Monfalcone, a Civitavecchia e a Brindisi. Sono destinate a chiudere entro il 2025, ma possono essere utilizzate in emergenza. Gli operatori sarebbero già stati pre-allertati, ma si procederà solo in caso di blocco dell’import dalla Russia.

L’obiettivo è quello di sostituire 5 miliardi di metri cubi di gas. Il gas però può essere fornito anche via mare nella forma di gas naturale liquefatto (Gnl) ai tre rigassificatori italiani a La Spezia, Livorno e Rovigo. La quota di importazioni potrebbe salire di altri 5 milioni, visto che gli impianti potrebbero lavorare un 20-25% di materia prima in più. Dal Qatar, uno dei maggiori paesi produttori, che spedisce il suo gas a Rovigo, ma anche da Egitto e Israele. Anche gli Stati Uniti hanno promesso almeno 30 miliardi di Gnl in più all’Europa per il prossimo inverno, di cui una parte all’Italia. Per questo il gruppo Snam ha acquistato una nave rigassificatrice da posizionare al largo di Piombino, mentre una seconda nave dovrebbe arrivare per fine anno nel porto di Ravenna. Nella strategia del governo italiano si prevede, inoltre, di estrarre più metano dai giacimenti in Italia, nello specifico nel basso Adriatico e di attivarne di nuovi, probabilmente sull’Alto Adriatico. 

Entro la fine di giugno, è atteso un decreto per rinnovare per il terzo trimestre tutti gli sconti sulle bollette e per tornare a tagliare le accise sulla benzina. Lo sconto sulla benzina potrebbe essere aumentato rispetto agli attuali 30 centesimi. Potrebbero arrivare anche aiuti specifici per il settore della pesca. Allo studio c’è, poi, un taglio del cuneo fiscale fino a fine anno. Ma purtroppo, per ora, siamo costretti a fare rifornimento benzina ad oltre 2 euro al litro, con tutti le problematiche ed i disagi del caso. Speriamo in una rapida manovra finanziaria da parte del governo, in grado di dar respiro sul piano economico ai cittadini italiani.

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