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Lamorgese e quell’ordine fuorilegge sui profughi Ucraini: solo per loro trattamenti di favore per ogni tipo di documento da parte delle prefetture

dalla pagina Facebook di Giorgio Bianchì

Ciao Giorgio, innanzitutto volevo ringraziarti per il lavoro di informazione che fai ogni giorno. Tieni duro, so che i tempi non sono favorevoli ma il mondo sta cambiando e forse porterà qualcosa di buono.
Ho letto il post della signora che insegna al CPIA, e non posso che confermare tutto ciò che ha detto.
Lavoro in Prefettura, mi occupo sia di immigrazione che di cittadinanze, e il trattamento preferenziale che siamo obbligati a riservare ai cittadini ucraini è davvero fuori da ogni logica.
Ci è stato ordinato di dare “assoluta precedenza” ai cittadini ucraini nello svolgimento delle verifiche anagrafiche per ottenere la cittadinanza italiana (la legge attualmente consente fino a 24-36 mesi di tempo, che è generalmente ciò che aspettano gli altri richiedenti, considerata la mole di lavoro che abbiamo) e di velocizzare il più possibile la decretazione.
Il Ministero dell’Interno (di cui siamo diretti dipendenti) ci chiede costanti aggiornamenti e report sulle concessioni ed è arrivato a far passare delle circolari che permettono ai cittadini ucraini di non presentare molta della documentazione originale che la legge ritiene requisiti necessari e fondamentali per l’ottenimento della cittadinanza italiana, come ad esempio il certificato di nascita e quello dei carichi pendenti nel Paese di origine.

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Per quanto riguarda l’immigrazione, i profughi ucraini, ma anche i cittadini ucraini già presenti sul territorio irregolarmente da anni, si sono visti accettare ogni tipo di richiesta, tra cui quella di creare un permesso di soggiorno ad hoc, paragonabile a quello per diritto di asilo, ma senza le limitazioni del caso, e dunque senza consegnare il passaporto in questura e con l’immediata possibilità di svolgere attività lavorativa in Italia.
Molti dei requisiti per l’emersione dal lavoro irregolare del 2020 (che ancora non si è conclusa), tra cui quello fondamentale della prova della presenza sul territorio italiano antecedente all’8 marzo 2020, non vengono accertati se si tratta di cittadini ucraini.
In tutto ciò, il Ministero non si esprime su cittadini afghani, siriani e yemeniti, che si vedono negare ogni richiesta e vivono spesso in vari stati di illegalità per via del fatto che non riescono ad ottenere i necessari certificati dai loro Paesi di origine a causa delle guerre.
E ahimè questa è solo la punta dell’iceberg.
Ti prego di non pubblicare il mio nome qualora tu volessi condividere questo sfogo e grazie ancora per la tua lotta contro questo sistema corrotto. Sappi che non sei solo.

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