Home / NEWS / La buffonata del deputato di Forza Italia che scalpita per entrare nel PD: esce dal partito e fa il fenomeno dimettendosi da deputato. Peccato che per farlo occorra il voto della camera, che notoriamente non viene mai calendarizzato

La buffonata del deputato di Forza Italia che scalpita per entrare nel PD: esce dal partito e fa il fenomeno dimettendosi da deputato. Peccato che per farlo occorra il voto della camera, che notoriamente non viene mai calendarizzato

“Signor Presidente della Camera dei deputati, a seguito della mia decisione di lasciare Forza Italia, il partito nelle cui liste sono stato eletto, rassegno le mie dimissioni dal mandato parlamentare. Mi auguro che questa decisione possa contribuire ad aiutare le giovani ed i giovani del nostro Paese a ritrovare il senso della fiducia nelle Istituzioni, nel Parlamento e più in generale nella politica”. E’ quanto si legge in una lettera che Elio Vito ha inviato al presidente della Camera Roberto Fico.

Elio Vito ha dato le dimissioni da Forza Italia, lasciando anche il suo incarico da deputato, dopo che il partito ha confermato “l’apparentamento con Casapound” in vista dei ballottaggi per le elezioni comunali a Lucca. “In questi ultimi mesi, Fi ha messo in atto e promosso la pratica deteriore del trasformismo, alimentando cambi di partito e di gruppo non motivati da ragioni ideali, valoriali, politiche ma da meri interessi personali, elettorali, di voti, di preferenze”, ha scritto Vito motivando la sua decisione in una lettera al presidente della Camera Roberto Fico in cui non ha risparmiato le critiche al suo partito, verso il quale già da tempo nutriva delle riserve. “Forza Italia ha perso la sua natura di movimento politico leaderistico, liberale e democratico – ha incalzato dopo che nelle scorse ore aveva fatto sapere di aver scritto a Silvio Berlusconi -. La sua classe dirigente si è chiusa in una gestione accentrata ed esclusiva del potere e le voci critiche sono state messe al bando, silenziate ed escluse dagli strumenti di comunicazione”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’alleanza al ballottaggio per il nuovo sindaco di Lucca tra il candidato del centrodestra Mario Pardini e l’ex leader lucchese del movimento di estrema destra, Fabio Barsanti, che ha raccolto il 9,5% delle preferenze al primo turno divenendo la terza forza politica del capoluogo toscano. Un ticket che garantirebbe al Centrodestra la possibilità di competere con Francesco Raspini, candidato dem e assessore della giunta uscente, che ha ottenuto il 42,6% dei voti. Pardini si è fermato invece al 34,3% con l’appoggio di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.

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E, nella sua missiva al presidente Fico, Vito punta il dito proprio contro questa virata verso l’estrema destra del suo ormai ex partito: “Già in occasione del voto di Forza Italia al Senato che determinò il non passaggio all’esame degli articoli del ddl Zan, e del vergognoso applauso che lo accompagnò, lasciai i miei incarichi di partito. Successivamente ho sperato, ho cercato, ho creduto che fosse ancora possibile una fase di confronto e discussione, un cambiamento all’interno del partito. Sono accadute, invece, due altre cose molto gravi – ha sottolineato – che mi rendono impossibile continuare a militare in Forza Italia. La prima riguarda le affermazioni di Berlusconi sull’aggressione russa dell’Ucraina che se da una parte sono state formalmente di condanna, dall’altra sono state elogiative di Putin, critiche verso le leadership occidentali e di comprensione verso presunte ragioni della Russia. Da ultimo, l’apparentamento a Lucca per il ballottaggio con formazioni estremistiche di destra. L’antifascismo è un valore costitutivo la Repubblica rispetto al quale non vi può essere alcuna deroga, soprattutto in questo momento storico, quando sono tornati gravi episodi di violenza squadrista“. Quindi l’auspicio: “Mi auguro che questa decisione possa contribuire ad aiutare le giovani ed i giovani del nostro Paese a ritrovare il senso della fiducia nelle Istituzioni, nel Parlamento e più in generale nella politica”.

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Un commento

  1. Un verme che ritorna alla casa madre, il PD.

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