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Rivoluzione al Tg1, via Giorgino dalla conduzione: il principino dei leccapiedi si è rifiutato di svegliarsi presto la mattina come fanno milioni di comuni mortali

Michela Tamburrino per “la Stampa”

Oramai ha il carisma dell’ufficialità e nulla potrebbe cambiare le cose: Francesco Giorgino, Emma D’Aquino e Laura Chimenti sono stati esonerati dalla conduzione del Tg1 serale, quello della vetrina più ghiotta, quello che tutti vorrebbero condurre. Dall’edizione principale delle 20 passano all’edizione principale delle 13,30.

Tutto questo per decisione del direttore Monica Maggioni. Nei corridoi di Saxa Rubra dove in queste ore non si parla d’altro, si mormora che si siano macchiati di grave insubordinazione. E lo dicono con il sorriso sulle labbra visto che i tre giornalisti non erano proprio popolarissimi tra i colleghi, soprattutto dopo le performance di D’Aquino e Chimenti al Festival di Sanremo che li avrebbe fatti sentire una spanna sopra agli altri e soprattutto perché adesso ci sono tre posti disponibili da occupare nel Tg1 della sera.

I dati perciò vengono raccontati senza troppe reticenze e le versioni non si discostano le une dalle altre. Sembra che Monica Maggioni a maggio abbia deciso di mettere mano all’informazione e ai servizi del mattino che non andavano tanto bene. L’idea era di sistemare le cose come un tempo, con la rassegna stampa e altri servizi per non ghettizzare quei giornalisti che lì lavorano e che aprono la giornata di informazioni, dove si testa il polso del pubblico e dove trovano spazio anche altri contenuti.

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Con il suo team Maggioni si è messa a ragionare su quale potesse essere la trovata giusta e alla fine è arrivata alla nota più glam delle edizioni principali della sera e dell’ora di pranzo: i conduttori. Eccoli nella sua mente già impacchettati in presenza al mattino nello spazio che va dalle 6,30 alle 7,35, con il permesso straordinario di poter uscire alle 7. Dunque una mezz’ ora d’impegno 5 giorni ogni mese e mezzo, forti della libertà di scegliere gli ospiti e di mettere in luce il loro pensiero sulla visione del mondo.

Su questo, dicono ai piani alti di viale Mazzini, era nata una discussione al rialzo, era stata pensata in abbozzo tutta una comunicazione con un bell’investimento promozionale.

Convinta del suo, Maggioni ha chiamato i conduttori del tg serale (gli altri entreranno in circuito dopo) per proporre un’idea che lei immaginava sarebbe stata accolta con soddisfazione e curiosità. E così è stato per Elisa Anzaldo e per Alessio Zucchini.

Francesco Giorgino invece ha taciuto, basito come le altre due colleghe. Tempo per elaborare la sorpresa e due giorni dopo Chimenti pare abbia risposto dicendo che avrebbe fatto fatica a conciliare il nuovo incarico con l’altro, nel rispetto agli impegni familiari. Emma D’Aquino è intervenuta dicendo che per lei si sarebbe trattato di una retrocessione dopo anni di duro lavoro a costruirsi una carriera e per finire si sarebbe appellata a una questione medica di «ritmo circadiano».

Incredibile ma vero, sembra che Monica Maggioni sia rimasta spiazzata e alcuni la descrivono persino sinceramente dispiaciuta da dinieghi che non si aspettava. A questo punto qualcosa andava fatto soprattutto per rispetto dei redattori ordinari che non hanno luci della ribalta e visibilità ma che alle 5,30 del mattino sono negli studi di Saxa Rubra per uscirne dopo il tg delle 13,30. Mancanza di etica del lavoro, hanno chiosato alcuni: se tanto si riceve, bisogna anche dare indietro qualcosa.

La saggezza in questi casi aiuta sempre e una reazione commisurata al caso doveva esserci senza però che sembrasse una ritorsione. Così ecco che i tre passano da un tg principale a un altro tg principale (principale sarebbe anche quello delle 8, ma non si è infierito) quello delle 13,30. Per non assumere decisioni dal profilo provocatorio si è pensato che in questo modo si applicava una regola, chi non l’accetta si prende le proprie responsabilità.

E quando i tre hanno fatto notare che passare dal Tg1 delle 20 al turno del mattino era troppo, sembra che Maggioni abbia risposto che non si trattava affatto di «turno dell’alba», ma si sarebbe trattato di cinque rassegne stampa dal lunedì al venerdì diluite nel tempo. Edizione principale contro edizione principale e anche i sindacati interni sono messi a tacere, anche perché, in questo modo, si ribadisce un altro principio, dicono coloro che sono in altri tg: la conduzione delle 20 non è un vitalizio. Ma gli animi non si sono ancora calmati e ora parte la gara a chi occuperà quei posti vuoti.

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