Home / NEWS / “Hai ancora il coraggio di parlare?” Gigino Di Maio fa il fenomeno contro Conte: con un editoriale dei suoi Travaglio lo seppellisce come merita

“Hai ancora il coraggio di parlare?” Gigino Di Maio fa il fenomeno contro Conte: con un editoriale dei suoi Travaglio lo seppellisce come merita

Marco Travaglio per il “Fatto quotidiano”

Dice Di Maio che “il nostro elettorato è disorientato e non ben consapevole di quale sia la visione”. E noi, per quel che vale, siamo totalmente d’accordo con lui. Basti pensare che c’è un ministro M5S che, mentre la base respira di sollievo per la vittoria di Conte al Tribunale di Napoli, si affretta a riaprirgli la guerra in casa e a regalare ai media il pretesto per parlare di nuovi casini interni, anziché di salario minimo e stop al riarmo.

Lo stesso ministro che disorienta gli elettori scattando come un misirizzi al solo annuncio del voto degl’iscritti sui 2 mandati dopo averli sempre difesi: “Dopo il secondo mandato lascio la politica. Da noi c’è una regola: dopo due mandati, a casa. Non solo per la corruzione, ma per la perdita di entusiasmo. Perciò ci votano: siamo persone serie” (6.2.2017);

“La regola dei due mandati non si tocca, né quest’ anno né il prossimo né mai. È certo come l’alternanza delle stagioni e come il fatto che certi giornalisti continueranno a mentire scrivendo il contrario” (31.12.18); “I due mandati mai messi in discussione, ma si fa politica anche senza cariche” (21.11.19).

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Di Maio aggiunge che “i nostri elettori sono molto disorientati per l’ambiguità sulle alleanze internazionali”. Sante parole: deve avercela con l’ex capo politico che nel 2019, da ministro e da vicepremier, abbracciava i Gilet gialli e ora si scappella ai piedi di Macron.

E come non condividere il disorientamento degli elettori per la minaccia contiana di dire basta alla cobelligeranza con invii di armi sempre più pesanti all’Ucraina “mettendo nella risoluzione, che impegna il premier in Consiglio Ue, frasi o contenuti che ci disallineano dalle nostre alleanze storiche”, magari con la scusa dell’art. 11 della Costituzione?

Queste magliarate può farle solo quell’ex capo politico disallineato che il 15.4.18 condannò il raid missilistico di Usa, Uk e Francia contro la Siria: “Bene ha fatto Gentiloni a non partecipare all’attacco, bisogna continuare con la diplomazia. Per me il faro rimane l’articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra”.

Da applausi poi le parole di Di Maio sull’assenza di un organo democratico del M5S per discutere la sconfitta alle Comunali. Ma, più che a Conte che di organi e comitati ne ha creati fin troppi, la polemica pare rivolta a quell’ex capo politico che, mentre il M5S crollava dal 33 al 17%, ne discuteva nella sede più democratica mai vista: lo specchio.

È lo stesso che prima attaccava Draghi e ora lo idolatra. Che a gennaio ha sabotato la trattativa del suo leader per il Quirinale con Renzi e Guerini. E che, quando non è in pizzeria con Giorgetti, comizia con la signora Mastella. È una fortuna, per Di Maio, che quel capo politico si sia dimesso: sennò l’avrebbe già espulso da un pezzo.

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Un commento

  1. Petro Poroshenko: non avremmo attuato gli “accordi di Minsk”
    17.06.2022

    L’ex presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko ha ammesso in un’intervista ai media ucraini che gli accordi di Minsk inizialmente non significavano nulla per Kiev e che non avevano intenzione di soddisfare i loro punti.

    Il quinto presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko (2014-2019), in un’intervista ai media ha affermato che accettando l’attuazione degli “accordi di Minsk” per risolvere il conflitto nel Donbas, l’Ucraina ha cercato di “cancellarsi otto anni per se stessa ” per ripristinare l’economia e le potenti forze armate. Il loro compito era, secondo Poroshenko, temporaneamente “sventare la minaccia o almeno rinviare la guerra”.

    “Abbiamo ottenuto ciò che volevamo. Non abbiamo creduto a Putin, così come non crediamo adesso. Il nostro compito era, in primo luogo, di scongiurare la minaccia, o almeno di ritardare la guerra. Concediti otto anni per ripristinare la crescita economica e costruire il potere delle Forze Armate. Questo è stato il primo compito – ed è stato raggiunto. Nonostante il fatto che la guerra sia durata otto anni, per quanto riguarda un’operazione militare su vasta scala, credo che gli accordi di Minsk abbiano adempiuto al loro compito”,
    ha affermato Petro Poroshenko.

    Pertanto, il quinto presidente dell’Ucraina, che ha firmato gli originali “accordi di Minsk”, ha confermato il fatto che per tutti gli otto anni Kiev ha imitato solo l’attività violenta per rafforzare il potere militare e restituire il Donbass con la forza.

    È interessante notare che tutto ciò è avvenuto con il pieno sostegno di Germania e Francia, i garanti dell’attuazione degli “accordi di Minsk”

    Fonte: https://news-front.info/2022/06/17/petr-poroshenko-my-ne-sobiralis-vypolnjat-minskie-soglashenija/

    Accordi di MINSK?? ” era tutta una BUFALA x prendere TEMPO ”

    Pertanto, il quinto presidente dell’Ucraina, che ha firmato gli originali “accordi di Minsk”, ha confermato il fatto che per tutti gli otto anni Kiev ha imitato solo l’attività violenta per rafforzare il potere militare e restituire il Donbass con la forza, il che condice alla CONCLUSIONE che è stato TUTTO RITARDATO con il pieno sostegno di Germania e Francia, ” i garanti degli accordi di MINSK”, aggiungiamo gli USA, Canada, Italia, altre nazioni, che hanno per 8 ANNI INGANNATO tutti NOI, in primis alla RUSSIA, ARMANDO ed ADDESTRANDO i NAZIUCRAINI per 8 anni:

    TUTTI ERANO D’ACCORDO, persino l’AIUTO CUOCO MATTARELLA oltre che a codesto BIBITARO,

    TUTTI UNA MASSA DI

    WAR CRIMINALS

    CRIMINALI DI GUERRA

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