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League leader Matteo Salvini addresses the media after a meeting with Italian President Sergio Mattarella at the Quirinale Palace for the first round of formal political consultations following the resignation of Prime Minister Giuseppe Conte, in Rome, Italy, 22 August 2019. ANSA/ETTORE FERRARI

Lega, è davvero rivolta contro Salvini: gli attacchi stavolta arrivano dalla roccaforte Veneta, e dopo il ballottaggio si andrà davvero alla resa dei conti

Scontro totale nella Lega, ormai è tutti contro tutti

Venezia In principio era solo la base in subbuglio fra un’autonomia che non arriva mai e le pirotecniche trovate di Matteo Salvini. Oggi, a commento dell’attacco frontale a «questa Lega» da parte di un pezzo da novanta come l’assessore regionale Roberto Marcato («Dopo il voto serve una riflessione violenta su chi siamo e dove andiamo») si ritrovano sui social, decine di commenti a sostegno. E non parliamo di semplici militanti delusi ma di padri nobili della Liga come Luciano Dussin che sul profilo Facebook del Corriere del Veneto scrive: «Marcato è un uomo coraggioso e fa da grancassa ai sentimenti dei militanti». Poco sopra Gianluca Forcolin, ex vice presidente della Regione, chiosa, sulla bordata di Marcato: «Sottoscrivo ogni parola». Il Carroccio veneto che aspettava solo la débâcle padovana per rompere gli indugi è un magma in ebollizione e la voce che gira è: «Attendiamo i ballottaggi per chiedere le dimissioni del commissario regionale Alberto Stefani».

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L’affondo di Da Re

Il tallonamento, se non il sorpasso, di FdI mette a rischio l’egemonia su Palazzo Balbi e quel numero rimbalzato dalle urne nei giorni scorsi, 15%, spaventa ormai tutti, dai consiglieri regionali ai parlamentari. Questi ultimi, calcolatrice alla mano, vedono assottigliarsi sempre più il sogno di tornare a Roma. Nel pomeriggio a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato l’europarlamentare Toni Da Re che attacca frontalmente Salvini: «Il 6 e 7% a Padova e Verona fanno ridere, e sono il frutto di politiche e candidati sbagliati. A Padova la sconfitta era evidente, tanto valeva correre con un candidato di partito». Per arrivare all’affondo finale «la Lega in Veneto non si riconosce più nella politica di Salvini. A questo punto noi vogliamo che il segretario venga in Veneto e spieghi in un’assemblea qual è il suo programma da oggi fino alle prossime elezioni. Settembre è troppo tardi. Non vogliamo cambiare il segretario ma fargli capire che la sua politica è sbagliata». Non sono bastate, insomma, le indiscrezioni secondo cui «il capitano» vorrebbe coinvolgere Giancarlo Giorgetti, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga nella gestione del partito. Il tabù della critica al capo è caduto. Tanto da generare, in serata, un fuoco di fila di dichiarazioni-fotocopia a sostegno di Salvini. Citiamo i commissari provinciali che scrivono: «Nemmeno il Pd in Veneto attacca Salvini come fa qualcuno che dal suo posto privilegiato si può permettere anche di fare il “commentatore”».

Crepe anche a Roma

Eppure crepe iniziano ad aprirsi anche a Roma, tra quei parlamentari finora compattamente al fianco di «Matteo». Il deputato Mirco Badole spiega: «Dobbiamo dircelo: abbiamo perso le elezioni. Sono in perfetta linea con Marcato. Anni di commissariamento hanno svilito lo spirito di appartenenza nel partito. È stato uno degli errori maggiori. Sono urgenti un congresso nathional e subito dopo il federale». Ma che i parlamentari la pensino tutti come Badole? «Diciamo che la pensano come me i meno giovani» sorride lui. Il riferimento è ai Salvini Boys. Fra le voci di dissenso c’è anche quella di Adolfo Zordan: «Una riflessione va fatta, i risultati sono innegabili. Siamo da tempo commissariati, chiediamo congressi e segretari eletti dai militanti. Non critico Salvini, per carità, certo che i risultati non puoi negarli, no?»

Erik Pretto concede: «Dopo ogni scadenza elettorale serve una riflessione ma lo si fa all’interno del direttivo». Non a caso i comunicati-fotocopia di cui sopra. Citiamo il senatore Cristiano Zuliani: «No alle polemiche pubbliche sulle spalle della Lega e di Salvini, che non merita tutto questo. Il dibattito all’interno di un partito è fisiologico ma le spettacolarizzare di discussioni private non fa altro che danneggiarci». Segue il deputato Giuseppe Paolin: «Ci sono sedi opportune per esprimere il dissenso, quindi, se il suo contributo (rivolto a Da Re ndr) vuole essere costruttivo, lo invito a manifestare il proprio pensiero in quelle evitando la facile tribuna offerta dai media». E così via, europarlamentari (quindi colleghi di Da Re) inclusi. Fra i fedelissimi salviniani c’è il deputato veneziano Alex Bazzaro che vuole coerenza dal Veneto che chiedeva l’ingresso nel governo Draghi e che ora punisce la Lega per le scelte di responsabilità fatte: «Si mettessero d’accordo». Secca Vania Valbusa: «Noi siamo abituati a fare riflessioni all’interno del partito e non sbandierandole sui giornali».

Verso il direttivo

La prossima settimana si terrà il direttivo regionale ma pare che nessuno chiederà la testa di Marcato «altrimenti creiamo un martire» ragiona, pensoso, un anonimo colonnello. La parola d’ordine è: i conti si faranno dopo i ballottaggi, ci sono da prendere Verona, Jesolo, Feltre e Thiene. Massimo Bitonci, grande antagonista di Marcato è in linea: «Le analisi devono essere fatte internamente, non sui giornali. Ora la priorità sono i ballottaggi».

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4 commenti

  1. la Lega si interroga sulla batosta, il perché ve lo dico io: siete dei voltagabbana come i 5stelle, cresciuti fomentando le piazze con facili slogan poi arrivati a Roma avete mantenuto la posizione per interessi

    gli italiani, e tra loro anche gli elettori della Lega, non hanno gradito le imposizioni, le restrizioni, i ricatti sul lavoro promossi anche dalla Lega (Fedriga&co)..

    avreste dovuto passare all’opposizione e invece avete salvato, insieme a Forza Italia e 5 Stelle, il mendace ministro Speranza al voto di sfiducia..

    dire che fate schifo, voi e tutto il cdx, é poco! meritate – tutti – pedate sulle balle e sputate in faccia, in primis il galletto segnavento Salvini

    • Sottoscrivo ogni parola. Oramai la Lega è diventata la fotocopia della DC, ma almeno la DC aveva il bastone del comando ben saldo in mano. Questi sono solo gli “utili idioti” del Draghetto e della sua banda di incapaci.

  2. Hanno approvato e votato tutti i crimini del drago e adesso si lamentano che la gente non li vota? Poveretti…

  3. NON solo non li hanno votati, ma tutti i MILIONI di ASTENUTI sono cittadini schifati dai VOLTAGABBANA

    …penso che anche molti compagni, non completamente zombizzati, se ne siano rimasti a casa,
    schifati da Letta-Renzi e dal Rizzo pelato servo della NATO
    (i 5Stronz# sono proprio scomparsi)

    Non c’è UN partito che non sia SERVO dei miliardari oligarchi.

    Il Popolo Italiano NON ha NESSUNO che lo rappresenti.

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