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Che fine ha fatto Domnica, l’amante del comandante Schettino? Non ci crederete, ma in Moldavia è una vera e propria star

Gianmarco Aimi per www.mowmag.com

In dieci anni ne passa di acqua sotto i ponti, un po’ per tutti. Certo è che per alcuni – soprattutto se protagonisti di vicende che hanno segnato la storia recente – è molto più difficile scrollarsi di dosso una etichetta che, volenti o nolenti, gli è stata affibbiata dai media.

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È il caso di Domnica Cemortan, la giovane che nel 2012 dopo il disastro della Costa Concordia venne incasellata nella memoria collettiva come l’amante del capitano Francesco Schettino. Passato il clamore, però, che fine ha fatto “la moldava”, come veniva definita frettolosamente – e un po’ grossolanamente – dai giornali di tutta Italia?

Facciamo prima un passo indietro, per chi all’epoca era troppo giovane o ha perso la memoria. Domnica spunta tra le macerie della nave da crociera Costa Concordia, all’Isola del Giglio nel 2012, con il profilo della classica “dama nera”.

Una bella ragazza dell’est, che per gli stereotipi popolari in alcuni casi è ancora considerata “una ruba mariti”, originaria di Chisinau (capitale della Moldavia), 25enne ballerina in forze all’equipaggio con varie mansioni, che la notte della tragedia si trovava – ma lei smentirà sempre – con l’allora comandante in plancia.

Lui verrà condannato a 16 anni di reclusione per la collisione con uno scoglio in cui morirono 32 persone. Lei, invece, risultata estranea da responsabilità, rimarrà per tutti la donna che fece perdere la testa a Schettino e, come nelle più abusate trame della letteratura in giallo, anche la rotta della nave da crociera in quel folle “inchino” che portò al disastro.

Che una storia fra i due esistesse, comunque, lo ha ammesso lei stessa. Anche se non avrebbe avuto la profondità che gli era stata attribuita. Lo ha rivelato la stessa ballerina all’epoca al settimanale Oggi: “La storia, se così la vogliamo chiamare, è durata un paio di settimane” esordì Domnica. “Amante mi sembra una parola grossa. Mi sono imbarcata su Concordia il 9 dicembre 2012 e sono scesa il 28. La hostess dei passeggeri russi, che io avrei sostituito, durante un galà mi ha presentato a tutto il personale di bordo. Compreso Schettino… La storia quando è cominciata? Non ho segnato la data, ma era la mia seconda settimana a bordo”.

E aveva spiegato quale fosse la sua mansione sulla nave e in quale momento scattò la scintilla tra i due: “Quando a bordo è presente un certo numero di passeggeri, tutti della stessa nazionalità, il comandante li riunisce in una sala della nave e li accoglie con un messaggio di benvenuto. I russi erano parecchi. Ce n’erano almeno un centinaio ogni crociera. Schettino non parlava il russo ed ero io a preparargli il testo da leggere in pubblico”.

Da quella intimità, quindi, nacque la breve love story: “Il testo va trascritto dall’alfabeto cirillico a quello latino tenendo conto della fonetica… A guidarlo nella lettura ci deve essere una persona di madre lingua. Che per il russo ero io… Eravamo nello studio, annesso alla cabina del comandante. Il mio lavoro cominciava il mattino all’alba e finiva a notte fonda. Non sono in tanti a circolare per la nave in quegli orari. Quasi tutti dormono. E si può osare qualcosa di più. Ho nascosto la relazione con Schettino per proteggere me, la mia vita privata e anche quella del comandante”.

E probabilmente perché Schettino era sposato e la moglie, Fabiola Russo, non l’avrebbe certo presa bene. Ma a testimonianza che quella fosse solo una infatuazione passeggerà, il fatto che in seguito il comandante non si fece mai più sentire: “Schettino da quella notte non l’ho più visto né sentito. Credo avesse altro a cui pensare. E mai, dico mai, si è fatto vivo per chiedere una cosa del genere” ha concluso rispondendo alla domanda se le avesse chiesto di aiutarlo alleggerendo la sua posizione nel processo.

Passati dieci anni, mentre si ricordano giustamente le 32 vittime del naufragio, tra le quali una bambina di soli 5 anni, rimane però ancora impressa nell’immaginario la silhouette di quella biondina che alla tragedia – suo malgrado – aggiunse una nota di erotismo in grado di rendere l’intera vicenda una perfetta trama di un colossal ad effetto.

Ma oggi, Domnica dov’è finita? Prima di tutto è tornata nel suo Paese e a Chisinau avrebbe completato gli studi universitari. In seguito, pare abbia deciso di buttarsi in politica, come si può verificare sul suo profilo Facebook e che il suo attivismo l’abbia portata a costituire una Fondazione che porta il suo nome e opera nel sociale e in difesa delle donne.

“Da quando mi conosco, sono sempre stata una persona ribelle. Attivista fin da piccola” ha scritto come descrizione del suo blog domnicacemortan.com. E se nell’immaginario collettivo rimarrà per sempre “l’amante di Schettino”, da qualche anno online scrive articoli di analisi dell’attualità legati alla Moldavia e si è trasformata in una opinionista quotata tra le tv locali e nazionali.

Ma anche in questa nuova veste, benché si sia dimostrata molto combattiva – dai giorni della tragedia per scacciare le ombre sulle sue responsabilità nella tragedia, fino a oggi per ricostruirsi una vita – il suo charme le ha ancora una volta dato una mano: la rivista moldava Vip l’ha infatti inserita tra le 100 donne più sexy del suo Paese, complice uno scatto che ha conquistato migliaia di fan.

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