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L'attaccante del Palermo Fabrizio Miccoli durante la conferenza stampa all'Hotel Excelsior, Palermo, 27 Giugno 2013. ANSA/ MIKE PALAZZOTTO

Fabrizio Miccoli è in carcere da poche ore: deve scontare una pena gravissima per mafia

L’ex bomber di Fiorentina, Juventus e Palermo è stato ritenuto colpevole in via definitiva di estorsione aggravata dal metodo mafioso. la sentenza dei giudici della Cassazione non ammette alcuna misura alternativa alla detenzione, costringendolo così a passare i prossimi mesi in carcere.

Dopo la condanna a 3 anni e 6 mesi di carcere, l’ex calciatore, tra gli altri, di PalermoFiorentina e JuventusFabrizio Miccoli, si è consegnato intorno alle 13 al carcere di RovigoIeri era arrivata la sentenza dei giudici della seconda sezione penale della Corte di Cassazione che lo hanno ritenuto colpevole di estorsione aggravata dal metodo mafioso, confermando la sentenza del gennaio 2020 della Corte di Appello di Palermo.

Una sentenza che non ammetteva alcuna misura alternativa alla detenzione, costringendo così l’ex bomber a passare i prossimi mesi in carcere. Miccoli era accusato di avere commissionato a Mauro Lauricella, figlio del boss della Kalsa, Antonino, detto u scintilluni – che sta già scontando in carcere una pena di 7 anni – il compito di recuperare 12mila euro dall’imprenditore Andrea Graffagnini, titolare della discoteca Paparazzi, per conto dell’ex fisioterapista del Palermo Giorgio Gasparini, il quale si è rivolto proprio a Miccoli per riscuotere il debito. È stato quest’ultimo a coinvolgere Lauricella con il quale era in rapporti d’amicizia quando indossava la maglia del Palermo.

Agli atti dell’inchiesta anche alcune intercettazioni tra Miccoli e il figlio del boss della Kalsa: il giocatore definì Giovanni Falcone “quel fango” mentre stava aspettando l’amico in via Notarbartolo, nei pressi della casa dove abitava il magistrato. Per queste parole, Miccoli si scusò pubblicamente tra le lacrime.

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