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Terza dose, non sanno più cosa inventarsi pur di spaventare i boccaloni: dopo la balla sul Natale, ecco a voi la ‘quarta ondata’

Salgono i contagi e in Italia si alza il livello di rischio da Covid. Secondo i dati settimanali forniti dalla cabina di regia l’indice Rt si attesta a 1,15, mentre l’incidenza torna sopra 50, con un valore medio nazionale di 53 casi ogni 100 mila abitanti.

Il Covid fa ancora paura e anche se l’Italia, forte della robusta campagna vaccinale, è in una situazione migliore della maggior parte dei paesi europei, si corre ai ripari nel tentativo di evitare un altro Natale di restrizioni.

“L’allarme lanciato ieri dall’Oms va considerato con la massima attenzione”, sottolinea il ministro della Salute Roberto Speranza, in apertura della conferenza stampa convocata per ribadire l’importanza dell’immunizzazione. Con lui ci sono il commissario Francesco Paolo Figliuolo e il coordinatore del Cts Franco Locatelli e il messaggio è netto: guai ad abbassare la guardia, la battaglia contro il virus è tutt’altro che finita e l’arma fondamentale restano i vaccini.

Sono circa 45 milioni le persone che hanno completato il ciclo anti-Covid (pari all’83,3% degli over 12), con oltre 90 milioni di dosi somministrate e circa 2 milioni di dosi booster già effettuate. L’obiettivo è superare il 90% di immunizzati e velocizzare le terze dosi: “Lavoreremo nelle prossime settimane per allargare le dosi booster a ulteriori fasce di età”, afferma il ministro, che spiega come sulla proroga dello stato di emergenza il governo deciderà a ridosso della scadenza, fissata per il 31 dicembre. Mentre per quanto riguarda il green pass, ribadisce: “E’ uno strumento essenziale, a oggi ne sono stati scaricati 117 milioni” e l’intenzione del governo, al momento, “è di continuare a utilizzarlo con l’attuale impianto”.

In Italia si registrano in 24 ore 6.794 nuovi casi, 889 in più rispetto al giorno precedente. Le Regioni, secondo il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, registrano tutte un rischio moderato, ma i timori crescono: “Il Veneto resta in zona bianca, ma se continuiamo così, tra qualche settimana potremmo assistere a un viraggio di colore”, ammette il presidente Luca Zaia, consapevole di una situazione che cambia rapidamente.

La curva epidemiologica cresce, anche se resta basso il numero delle ospedalizzazioni in rapporto ai nuovi contagi, e questo fa emergere la “pandemia dei non vaccinati”, dice Locatelli che sulla terza dose rassicura: “L’ho ricevuta senza il minimo problema e conferisce ulteriore protezione”. L’imperativo, ancora una volta è correre, per frenare la nuova ondata prima che arrivi l’inverno.

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