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Ddl Zan segato per sempre? Fedez non solo fa i capricci: chi arriva ad attaccare

L’affossamento del ddl Zan ha irritato uno dei suoi paladini: Fedez. Il rapper, da sempre a favore del disegno di legge contro l’omotransfobia, non ha preso bene la notizia del via libera alla “tagliola” in Senato con il ddl finito direttamente in commissione. “Bravi tutti, mi piace ricordarvi così, discussione in Senato in cui avete dato spettacolo – scrive nelle storie di Instagram il marito di Chiara Ferragni -. Un saluto al caro Renzi che ci ha trapanato i co***ni per mesi e oggi pare fosse in Arabia Saudita (Paese in cui l’omosessualità è accettata con un piccolo prezzo da pagare… la pena di morte). Ancora tante grazie”. In realtà proprio il leader di Italia Viva assieme alla Lega aveva chiesto un confronto al Partito democratico, nel tentativo di trovare una mediazione sul testo. Invito che il suo segretario Enrico Letta ha sempre declinato. Ed ecco il risultato: i franchi tiratori, forti del voto segreto, hanno bloccato l’esame di articoli ed emendamenti. Se ne riparlerà fra sei mesi con un nuovo testo. Insomma, il ddl Zan così com’è è stato di fatto stracciato.     

Alla storia si associa poi un tweet, sempre contro il leader di Italia Viva: “Ma il Renzi che si proclamava paladino dei diritti civili è lo stesso che oggi pare sia volato in Arabia Saudita mentre si affossava il ddl Zan? Per celebrare la libertà di parola organizziamo una partitella a scarabeo con Kim Jong-un? Gran tempismo”. Nel mirino di Fedez ci finisce anche un altro nemico del rapper: il Carroccio. Fedez si scaglia contro la senatrice della Lega Raffaella Fiormaria Marin. La sua colpa? L’aver messo in dubbio la sostanza del disegno di legge, ovvero che esistesse una violenza dettata proprio dall’orientamento sessuale delle persone.      Intanto è caccia a coloro che hanno segretamente votato contro il ddl Zan.

Sì, perché se per Fedez l’esito della votazione è interamente da imputare a Lega (in generale tutto il centrodestra) e Italia Viva, c’è anche chi incolpa qualche senatore tra Pd, M5s e Leu. “Nonostante il voto compatto di Italia Viva, 23 franchi tiratori tra Pd, Leu e M5S, affossano il ddl Zan”, interviene Teresa Bellanova ricordando che la proposta di legge così com’è non avrà mai abbastanza sostegno. Capito Fedez?  

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2 commenti

  1. Il BURATTINO disegnato sulla fine del DDL ZAN non l’ha presa bene è spara cazzate ritenendosi persona dotata di raziocinio e magari anche acculturata.

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