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GreenPass, Bassetti non si rassegna! Il Tronista sperava che gli italiani preferissero la puntura alla rottura di scatole del tampone e adesso pretende nuove restrizioni

“Un green pass così, che stimola i tamponi e non le vaccinazioni, non serve. Non era questo l’obiettivo e va ripensato: andrebbe lasciato solo a chi è vaccinato e agli immunizzati con la malattia, perché così come è rischia di far saltare per aria il sistema del tracciamento dei casi e le farmacie, il cui compito principale non può essere quello di testare per i green pass”. Così ad Agorà extra, su Rai Tre, Matteo Bassetti, professore ordinario all’Università di Genova e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino, che aggiunge: “il vero grande business oggi non sono i vaccini ma i tamponi”.

“Mi sarei aspettato – ha sottolineato – code chilometriche di persone per vaccinarsi, invece abbiamo code chilometriche per i tamponi in farmacia. Sappiamo quanto siano importanti questi presidi che invece sono diventati tamponifici”.
Per stare tranquilli nei confronti di una quarta ondata, ha aggiunto, “servirebbe almeno un altro paio di milioni di vaccinati. Perché il vero freddo deve ancora arrivare e tra due settimane le persone frequenteranno molto di più i luoghi al chiuso, ovvero ambienti in cui è facile trasmettere il virus”.
Vaccinare un paio di milioni in più è “una soglia difficile da raggiungere ma può darci la sicurezza per riconquistare una normalità totale per la prossima primavera”.
L’infettivologo, ha poi commentato il caso della dottoressa aggredita sabato a Roma dopo la manifestazione no green pass.
“Vengo a lavorare da un mese e mezzo scortato e ho iniziato 10 mesi fa a denunciare le minacce di morte indirizzata a me e alla mia famiglia ma non ho ancora visto provvedimenti. La magistratura – concluso Bassetti – deve fare il suo corso, ma lo deve fare in fretta: perché queste persone che vanno in strada a sfondare la sete di un sindacato o a aggredire persone, devono essere punite, ma devono esserlo molto velocemente”. Altrimenti “si ritengono libere di fare ciò che vogliono”.

Sulla necessità di una terza dose di vaccino anti-Covid per i più giovani “direi di aspettare: facciamo rapidamente gli anziani, i fragili, gli insegnanti, gli operatori santari, dove evidentemente è meglio avere una copertura più alta. I giovani tra 12 e i 20 anni potranno fare la terza dose tra un anno, in primavera-estate 2022. Al momento non mi sento di dire che i ragazzi debbano fare la terza dose, aspettiamo. Per loro due dosi sono sufficienti per un anno”

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Un commento

  1. E meno male che non te la senti di essere responsabile della sorte dei giovani …. il danno oramai l’avete già fatto…
    già che ci siamo chiediamo anche al sig. Bassetti, chiediamo anche a lui una spiegazione del’arcano ….
    ci aiuti a comprendere perché tanta gente preferisce fare il tampone nonostante l’insistere martellante nella direzione del vaccino …
    Ormai è chiaro che:
    la pseudo copertura da vaccinazione dura poco, la durata dipende dalla salute del soggetto;
    che pure sopravvivere al covid dipende dalla salute del soggetto;
    che non sono vere tutte le chiacchiere sugli strascichi della malattia… pure qua dipende sempre dalla salute del soggetto.
    Così non fosse avremmo in Italia oltre 4.600.000 cittadini malridotti o con la salute molto compromessa, appunto i guariti e sopravvissuti al covid.
    Per quanto poi concerne l’efficacia della vaccinazione il sig. Bassetti invece ci deve spiegare come mai paragonando il numero dei decessi anno su anno per un periodo (dal 01/05 al 30/09), il 2020 ha rappresentato 7.682 decessi mentre il 2021, nonostante le vaccinazioni ne ha contati 9.940 …. sarà mica un’esca per prendere il covid ??!!
    E non ci venga a dire che l’effetto della vaccinazione si può verificare a partire dalle 2 dosi perché anche il solo trimestre lug/sett ci dice la stessa cosa … 1.130 contro 3.386… il 2021 tre volte tanto (proprio come la famosa reclame ….. ti tenta tre volte tanto).
    E non ci venga a dire che i morti sono tutti non vaccinati perché il gran numero dei decessi e delle terapie intensive di quel periodo è rappresentato da over70 (popolazione con tasso di vaccinazione oltre il 90%) dove il numero dei soggetti vaccinati deceduti è maggiore a quello dei non vaccinati.
    Se vale accampare a scusa dei decessi le concause con le patologie preesistenti sugli over 70, questa giustificazione vale pure per tutte le fasce di età … oppure no ??

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