Home / NEWS / “Anche io in piazza: chi è contro il Green pass ha paura di dirlo”. L’urlo del campione di moto Marco Melandri, uno dei pochi volti noti che ha le palle per andare controcorrente

“Anche io in piazza: chi è contro il Green pass ha paura di dirlo”. L’urlo del campione di moto Marco Melandri, uno dei pochi volti noti che ha le palle per andare controcorrente

Prima ha preso una netta posizione via social, dovendo subire attacchi, insulti e la solita morale della solita Selvaggia Lucarelli (che lo ha accusato di ‘disinformazione gravissima che non si può perdonare a un personaggio pubblico’), poi è sceso direttamente in piazza a manifestare. Il campione di moto Marco Melandri è contro il Green pass e lo dice forte e chiaro. In una lunga intervista a Giulia Cazzaniga per La Verità spiega come stanno le cose per lui: “Di andare in tv o in radio a parlarne non mi va: verrei solo strumentalizzato. Venerdì ho partecipato anch’io a un corteo. Non ho nessuno a cui rendere conto, voglio semplicemente poter dire che, per me, quel che sta accadendo non va bene. Anche scendendo in piazza. Ho amici vaccinati e amici che hanno scelto di non farlo: parlo con tutti, si tratta di una scelta personale, null’altro”.

Non le manda a dire Melandri, e parla di dittatura: “E cos’altro è quella che stiamo vivendo? Non era questa una Repubblica democratica fondata sul lavoro? Perché oggi occorre pagare per lavorare, se si fa una scelta diversa dal vaccino? Ma la prego, è importante chiarire: io non sono un No vax. Occorre dirlo, perché oggi se sei contro il certificato ti definiscono in modo improprio. Si tratta invece di una scelta delicata, con possibili innegabili effetti collaterali. Occorre rispetto per le decisioni di ciascuno sulla propria salute. Io non mi sono vaccinato, anche perché di recente ho avuto il Covid”.

“A marzo – racconta ancora Melandri – sono arrivati febbre alta e mal di testa. Ho fatto i test fai da te, quelli che vendono nelle farmacie, erano positivi e ho aspettato che diventassero negativi per alcuni giorni di seguito prima di uscire di casa. Curandomi da solo, con i consigli di dottori amici: secondo il medico di base non avrei dovuto prendere nemmeno un antinfiammatorio. I protocolli sono troppo rigidi, tanti dottori hanno paura, e anche questo è un problema di cui si parla troppo poco”. Perciò niente green pass? “Non ce l’ho. Se vuole le racconto come è andata perché ben fa capire l’assurdità di come vanno le cose”.

Spiega Melandri: “Decido di sottopormi al test sierologico. Il risultato è molto chiaro: il valore degli anticorpi è alto. Mi chiama quindi l’igiene pubblica, mi chiede dove avessi preso il virus e come sia andata. Spiego tutto, finisce qualche settimana e li richiamo io: era spuntata la novità del Green pass, ho chiesto di poterlo avere. Mi hanno risposto che a loro non risultava che io mi fossi ammalato. Proprio loro, che mi avevano chiamato dopo il test. Sarebbe una barzelletta, se ci fosse qualcosa da ridere. Per avere il pass dovrei quindi vaccinarmi. Così mi han detto, ovviamente. Ho chiesto di rimando: ma non si fa per avere gli anticorpi? Cosa mi serve se gli anticorpi li ho già? Nessuna risposta. Io non avrò studiato, ma questa mi pare una presa in giro”. 

Infine, la questione lavoro: “Devi averlo per scegliere il rappresentante di una classe di 12 alunni delle elementari, ma non per andare a votare i politici. Non mi sembra ragionevole. Va bene, basta un tampone ogni due giorni, ma non sono disponibili: ho cercato di prenotarne uno perché devo andare a Milano per lavoro, non ho trovato posto in nessuna farmacia nel raggio di chilometri. Non mi parlino di mettere un freno alla pandemia, quando si sa che anche i vaccinati prendono e possono trasmettere il virus. Dove lavoro io i tamponi si fanno ogni 24 ore, vaccinati e non, perché hanno trovato dei vaccinati positivi che erano asintomatici. E hanno contagiato altri vaccinati. Penso che lo Stato dovrebbe fornire tamponi gratis a ogni azienda all’ingresso visto che il vaccino è gratis”. 

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