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Portuali, con questo video la risposta di Monfalcone all’appello di Trieste. Se non molleranno a Palazzo Chigi saranno costretti a sventolare bandiera bianca

Il Comitato dei lavoratori triestino: “Se non verrà ritirato l’obbligo del Green Pass nei luoghi di lavoro, si bloccheranno le attività del porto di Trieste”. Non solo per i lavoratori del porto, “ma per tutte le categorie di lavoratori”.

La circolare del Viminale: “Mettere a disposizione del personale sprovvisto di Green pass test molecolari o antigenici rapidi gratuiti” 

A Trieste il comitato dei lavoratori del Porto (Clpt) ha minacciato di fermare l’attività “a oltranza” se non ci sarà uno slittamento della misura. Le società di gestione al Porto di Palermo hanno già fatto sapere che non si faranno carico dei tamponi. Riunioni si sono tenute un po’ in tutte le città portuali e la protesta rischia di estendersi ad altri scali della penisola. Il problema rischia tra l’altro di estendersi all’autotrasporto, tenuto contro che un camionista su tre non ha il Green pass, un dato che sale all’80% nel caso degli autisti stranieri. “L’unica apertura che possono avere nei nostri confronti è togliere il Green pass”, ha avvertito il portavoce dei portuali di Trieste, Stefano Puzzer, parlando con l’Huffington Post, “il blocco di venerdì è confermato e ci saranno sorprese perché non si fermerà solo il porto di Trieste, quasi tutti i porti si fermeranno. Stasera ne avremo conferma”.   Il caso è esploso dopo la circolare del Viminale che raccomandava alle imprese “di mettere a disposizione del personale sprovvisto di Green pass test molecolari o antigenici rapidi gratuiti”.

Poi era arrivata la precisazione che gli operatori economici “potranno valutare” in autonomia. A Trieste in mattinata c’è stato un tavolo in Prefettura: sindacati e Autorità portuale hanno chiesto uno slittamento della misura per l’oggettiva impossibilità per tutti i lavoratori non vaccinati di effettuare tamponi a causa delle difficoltà del sistema sanitario. Di qui l’auspicio che sia resa obbligatoria la vaccinazione per tutte le categorie di lavoratori, con proroga del termine del 15 ottobre.   

Intanto si è appreso che alcuni terminalisti del porto di Genova pagheranno i tamponi ai dipendenti non vaccinati: lo ha comunicato il presidente dell’associazione dei terminalisti genovesi di Confindustria, Beppe Costa, al termine di una riunione in prefettura. All’iniziativa hanno aderito il terminal Psa di Pra’ e il porto Petroli. Oltre a Trieste e Genova, ci sono rischi per Gioia Tauro e Livorno dove però ancora non sono state annunciate proteste.

Al porto di Gioia Tauro in attesa di conoscere il reale numero dei lavoratori sprovvisti di Green Pass, la Cgil ha chiesto all’Autorità portuale di poter garantire i tamponi, ma spiega Salvatore Larocca, segretario regionale della Filt Cgil, “ovviamente ha risposto che non era possibile economicamente. Adesso tocca alle aziende capire se possono valutare di farsi carico dei tamponi ma, per capire se questa soluzione è gestibile, bisogna capire prima quanti sono i lavoratori sprovvisti”.

Nei porti pugliesi e campani, a Venezia e a Napoli l’alto tasso di lavoratori vaccinati dovrebbe scongiurare disagi e azioni di protesta. Anche a Civitavecchia, dove pure le percentuali di non immunizzati siano più alte che altrove, non sono previsti blocchi.

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