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Piero Fassino rinviato a giudizio: a suo carico pesantissime accuse inerenti il periodo nel quale fu Sindaco di Torino

GIUSEPPE LEGATO per www.lastampa.it

Per il giudice Ersilia Palmieri Fassino non aveva (con dolo) partecipato all’escamotage di affidare direttamente e senza gara (“con la scusa dell’urgenza”) l’organizzazione dell’edizione 2015 del Salone del Libro a Gl Events. Ma la corte d’appello di Torino oggi ha reintrodotto il capo d’accusa a carico dell’ex sindaco di Torino e dell’ex assessore regionale Antonella Parigi.

La presunta turbativa d’asta sull’assegnazione de Salone 2015 si aggiunge a quella contestata dalla procura in occasione del bando 2016-2018 concorrendo a turbare la gara in favore della multinazionale francese, reato per il quale Fassino e Parigi erano già stati rinviati a giudizio. Per il primo caso (2015) l’ex sindaco di Torino, difeso dai legali Nicola Gianaria e Francesca Violante, era stato prosciolto in udienza preliminare “perché il fatto non costituisce reato”, per il secondo è stato rinviato a giudizio insieme all’ex assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi. Adesso risponderà di entrambe.

Le motivazioni

Il pm titolare dell’inchiesta sulla kermesse culturale, Gianfranco Colace, lette le motivazioni del provvedimento che dimezzava (di fatto) le accuse mosse dal magistrato nei confronti di Fassino e Parigi, aveva deciso di chiedere ai giudici di reinserire la contestazione. Appello condiviso dal giudice di secondo grado.

Il caso di Milella

La procura aveva appellato anche l’archivizione delle accuse verso Giovanna Milella a cui era contestata la turbativa del bando di gara per il Salone nel triennio 2016-2018. Anche questo appello è stato accolto e Milella risponderà di questa contestazione a processo. L’appello del magistrato è stato accolto anche sulla posizione dell’ex patronimica della kermesse Rolando Picchioni su una rivelazione di segreto d’ufficio.

La replica dei legali dell’ex sindaco

Dopo il rinvio a giudizio, ecco la replica dei legali di Piero Fassino, Francesca Violante e Nicola Gianaria: «Prendiamo atto della decisione della Corte di Appello e ribadiamo che l’onorevole Fassino ha sempre operato nella piena correttezza e nel rispetto della legge affidandosi ai pareri tecnici dei consulenti nominati dalla Fondazione. Siamo convinti che il dibattimento lo dimostrerà»

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