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Dopo solo un giorno classe chiusa per lockdown: volete ridere? Indovinate chi è la persona contagiata

LA PRIMA CLASSE (meglio nido) dell’anno è in LOCKDOWN.
La causa è un’educatrice vaccinata, e con green pass regolare,  contagiata con sintomi”

«Il sogno di tutela della salute e del contagio nei posti di lavoro chiamato green pass si è già infranto», sottolinea con una nota Maria Teresa Turretta del  sindacato Cub.

Primo giorno di scuola segnato da manifestazioni di protesta soprattutto in relazione al green pass e tensioni sempre legate al certificato verde. E nel frattempo, come segnala il sindacato Cub di Vicenza, sono già iniziate le prime chiusure per contagio. È il caso del nido comunale – già aperto dai primi giorni di settembre ai bambini 0-6 anni – di Via Turra in zona Parco Città a Vicenza, dove una sezione è stata chiusa per Covid. L’asilo, privo al momento di una coordinatore in quanto chi ricopriva questa figura è andato in pensione e non è stato sostituito, ospita 60 bambini in 3 sezioni. 

In una di queste tre sezioni, una educatrice vaccinata e con green pass regolare sarebbe stata contagiata con sintomi e quindi è scattata la chiusura per evitare il propagarsi del contagio. 

«Il  sogno di tutela della salute e del contagio nei posti di lavoro chiamato green pass si è già infranto», sottolinea con una nota Maria Teresa Turretta del Cub, aggiungendo:  «Il Comune di VIcenza, tra le altre, ha avuto la brillante idea di mettere alla berlina chi non è vaccinato costringendolo ogni giorno a recarsi, al di fuori del proprio orario di lavoro, negli uffici centrali di Levà degli Angeli per consentire la verifica del green pass. I lavoratori vaccinati invece che sono la stragrande maggioranza non sono soggetti a verifica quotidiana perchè hanno firmato una liberatoria il primo di settembre per consentire, a chi è demandato ai controlli, la visibilità della scadenza del proprio green pass».

Per la sindacalista «è evidente che la privacy dei lavoratori delle scuole e nidi comunali è andata a farsi friggere e che nei posti di lavoro tutti sanno chi è vaccinato e chi invece no. Chi non è vaccinato oltre ad essere ridicolizzato con le modalità di verifica sopra descritte subisce il costo dei tamponi ogni 48 ore arrivando a spendere di tasca propria 250 euro al mese». Il Cub, prendendo a esempio il caso del nido di via Turra, punta il dito sul fatto controllo della pandemia nei posti di lavoro. «Paradossalmente chi è più monitorato dal contagio sono i lavoratori non vaccinati ma con tampone a loro carico ogni 48 ore; e siamo sono ad inizio d’anno scolastico». Un inizio che, a guardare il primo giorno di scuola, non promette niente di buono per il futuro. 

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