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Dopo il bimbo sgozzato sul bus dal finto profugo serve ancora qualcosa per pretendere che Lamorgese sua presa a calci in culo?

Federico Garau per ilgiornale.it

Si aggiunge un nuovo capitolo all’ormai accesissimo scontro fra l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e l’attuale inquilino del Viminale Luciana Lamorgese. Col passare dei mesi il clima si è fatto sempre più teso, e gli ultimi episodi di violenza commessa da parte di alcuni cittadini stranieri arrivati in Italia non ha fatto che esacerbare gli animi.

L’ultimo caso denunciato dal leader della Lega riguarda Rimini, dove un uomo di origine somala ha dato completamente di matto a bordo di un autobus dopo essere stato trovato senza biglietto. Furioso, l’extracomunitario ha reagito con estrema violenza: dopo aver estratto un coltello, ha ferito ben 5 persone, fra cui anche un minore.

Un fatto di una gravità inaudita, sul quale l’ex vicepremier è voluto intervenire, postando un duro commento sulla propria pagina Twitter:”Immigrato senza biglietto fermato sull’autobus a Rimini, prima accoltella i due controllori, poi altre tre persone fra cui un bambino, ferito alla gola. Maledetto delinquente, spero che nessuno dica ‘poverino’…A casa sua e stop, giusto ministro Lamorgese?”.

Ancora una volta, l’attuale ministro dell’Interno viene tirato in ballo. Troppi gli episodi, fra cui anche il caso del rave nel viterbese, ad essere contestati. Difesa dal premier Mario Draghi, che di lei ha detto: “Secondo me Lamorgese ha lavorato molto bene”, la titolare del Viminale rimane però al suo posto.

Il botta e risposta

Punta sul vivo dopo l’ultimo affondo di Salvini, Luciana Lamorgese ha risposto a tono, parlando di attacchi “martellanti e personali” da parte di un politico che sostiene il governo. Simili attacchi, ha aggiunto il ministro, possono alla lunga danneggiare la stessa immagine dell’esecutivo.

“Con una coalizione così ampia, i ministri sono costretti a grandi sforzi per individuare un punto di equilibrio tra posizioni talvolta distanti su temi molto sensibili, non solo l’immigrazione”, ha spiegato Lamorgese ai microfoni di Agi. “Quando gli attacchi partono da chi sostiene il governo, diventando martellanti e personali, finiscono per danneggiare l’immagine dell’amministrazione e dell’intero esecutivo, in un momento molto delicato per il Paese nel quale occorrerebbe più coesione”. Il ministro ha poi ribadito la sua disponibilità ad incontrare Matteo Salvini per discutere sul tema, dicendosi aperta ad ascoltare proposte.

Ecco chi è l’accoltellatore somalo

Il segretario del Carroccio, tuttavia, rimane sulla propria posizione. “Tra rave, sbarchi senza sosta e clandestini violenti è spaventoso che l’unica preoccupazione del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, siano le critiche della Lega: se non può, non sa o non vuole fare il suo lavoro, lo lasci fare a qualcun altro”, ha commentato, come riferito da LaPresse. Salvini ha poi ricordato che il somalo aveva fatto domanda d’asilo in Italia: con i vecchi decreti sicurezza per lui sarebbe già stata pronta l’espulsione. “Episodi come questi danneggiano la vita delle persone e l’immagine del governo e dell’Italia, non il dibattito politico come lamenta la Lamorgese”, ha concluso l’ex ministro dell’Interno

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Un commento

  1. il sig, demente padano,la deve finire di reclamare il ministero dell’interno. non lo avra’ mai piu’ come MARONI. loro si che non sanno fare i ministri,soprattutto dell’INTERNO.

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