Home / NEWS / Povero Conte, sempre più indegno: è così abituato a fare Il parassita che arriva a sparare la cazzata della settimana

Povero Conte, sempre più indegno: è così abituato a fare Il parassita che arriva a sparare la cazzata della settimana

M5S, Giuseppe Conte: “Faticaccia enorme, non credo che reggerò a lungo”

Rilanciare il Movimento 5 Stelle non è un a passeggiata. E Giuseppe Conte lo dice chiaramente. “Siccome non ritengo di essere infallibile, e nemmeno vedo davanti un orizzonte poi così lungo, ve lo dico francamente – ammette – questo è un impegno stressantissimo. Lavorare così per il bene comune è una faticaccia enorme, quindi non credo che la potrò reggere fisicamente a lungo. Spero, e faremo in modo, che ci sia qualcuno più bravo di me, quando sarà il momento. Ma questo progetto è forte e dovete appoggiarlo, non lasciate che altri parlino con la vostra voce”. Il leader M5s ha raccontato della quotidiana “faticaccia” dal palco di Finale Emilia.

Si tratta di una delle tappe del tour emiliano che lo vedrà stasera alla festa dell’Unità di Bologna. Una presenza quanto mai significativa in vista delle Comunali. “Il dialogo con il Pd è intenso. C’è molta affinità per quanto riguarda alcuni obiettivi di fondo – ha aggiunto affrontando la questione dei rapporti con gli alleati – e quindi dobbiamo rafforzare questo dialogo per presentarci per un progetto Paese, in modo da poter sfruttare questa sinergia”, come ha poi sottolineato raggiungendo San Giovanni in Persiceto, nel Bolognese. Qui il Movimento 5 Stelle è alleato del Pd nel sostenere la candidata Sara Accorsi, ma quello di Conte è un itinerario che rende evidenti le “geometrie” variabili” dell’alleanza tra Pd e M5s alle amministrative emiliane: a Finale Emilia i 5S sono con Mattia Veronesi mentre i dem hanno un altro candidato, Claudio Poletti. Divisi anche a Rimini, a Cattolica (ma qui i dem hanno negato l’appoggio al sindaco uscente del Movimento 5 Stelle, Mariano Gennari). M5S e Pd uniti nelle grandi sfide solo a Napoli e Bologna, e con i sondaggi non proprio favorevoli, tanto che lo stesso Conte ha rinviato a dopo le urne la nomina dei nuovi organismi dirigenti.

Conte conferma che lavorare come capo politico di un movimento non è come fare il premier, e continua comunque sul rilancio avviato per l’M5s: “Non vi stiamo chiedendo un voto, anche se adesso con le elezioni comunali sarete chiamati a esprimerlo. Quanti voti ho espresso in passato, durante la mia adolescenza e oltre, di cui poi mi sono sono anche pentito. Chiedo quindi – rilancia Conte – qualcosa di più di un voto: chiedo di condividere il nostro progetto che ora stiamo rilanciando, i nostri principi e valori”.

Di sicuro, dice ancora l’ex presidente del consiglio, “non prometto nulla: in queste giornate ne sentirete tante di promesse, tanto più quelle che non si realizzano. Il nostro progetto invece lo porteremo avanti, oltre questa tornata elettorale, perché ha forti gambe e serve al paese: ha una sua forza intrinseca, al di là – conferma appunto – degli interpreti…”.

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