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Due regioni in zona gialla: finite le vacanze, tutto pronto per nuove infami restrizioni

Con il report settimanale di venerdì prossimo potrebbe essere annunciata una nuova stretta in Sardegna e Calabria, che rischiano di abbandonare la zona bianca e di passare in giallo per le alte percentuali sull’occupazione dei posti letto per Covid. La Sardegna ha raggiunto il limite del 15% per i reparti ordinari e – con il 14% in terapia intensiva – ha superato quello per le rianimazioni (la soglia in questo caso è il 10%) mentre la Calabria registra rispettivamente il 19 e l’8%. La decisione verrà presa venerdì dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e sarà operativa da lunedì prossimo.

Ma vediamo il dettaglio frutto del monitoraggio giornaliero dell’Agenzia Nazionale dei servizi sanitari regionali (Agenas). La percentuale di pazienti Covid nei reparti ospedalieri di area medica rispetto al totale dei posti disponibili cresce ovunque. E cresce dell’1% in Basilicata (raggiungendo il 13%), in Calabria (arrivando appunto al 19%), in Sardegna (al 15%) e in Friuli Venezia Giulia (al 9%), mentre in Sicilia resta stabilmente al 23% e quindi oltre la soglia limite, fissata al 15%.

Dove salgono i tassi di occupazione

Cresce in 4 regioni, a livello giornaliero, anche il tasso di occupazione delle terapie intensive da parte dei pazienti Covid: nella Provincia Autonoma di Bolzano (raggiungendo il 7%), in Puglia (dove arriva al 5%), in Sardegna (dove arriva, si diceva, al 14%) e in Veneto (arrivando al 5%). Mentre in Sicilia resta stabile al 14%, ben oltre la soglia d’allerta in questo caso stabilita del 10%. Mentre cala in Piemonte.

I dati delle Regioni

Ma ecco i valori di occupazione dei posti Covid rispettivamente in terapia intensiva e nei reparti di area medica in tutte le regioni e province autonome: Abruzzo (2% e 6%), Basilicata (3% e 13%), Calabria (8% e 19%), Campania (5% e 9%), Emilia Romagna (6% e 5%), Friuli Venezia Giulia (9% e 4%), Lazio (7% e 7%), Liguria (4% e 4%), Lombardia (4% e 6%), Marche (10% e 6%), Molise (0% e 7%), Pa di Bolzano (7% e 5%), Pa di Trento (0% e 3%), Piemonte (3% e 3%), Puglia (5% e 8%), Sardegna (14% e 15%), Sicilia (14% e 23%), Toscana (10% e 8%), Umbria (8% e 7%), Valle d’Aosta (0% e 1%), Veneto (5% e 3%).

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