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Silvio entra in un bar e chiede cappuccio e brioche. «Se ha il green pass, può anche accomodarsi ai tavoli, altrimenti deve mangiare al banco» dice una graziosa mora con il logo del bar sulla camicia bianca

Silvio entra in un bar e chiede cappuccio e brioche.
«Se ha il green pass, può anche accomodarsi ai tavoli, altrimenti deve mangiare al banco» dice una graziosa mora con il logo del bar sulla camicia bianca.


«Quindi, se sto in piedi posso mangiare.» La sua non è una domanda, ma un’affermazione.
Quando la barista posa sul banco la sua ordinazione, Silvio afferra i due piattini e si sposta verso i tavoli.
«Signore…? Non può… deve mostrarmi il green pass…»
Silvio appoggia i piattini su un tavolo e sta in piedi. Altri clienti lo osservano come fosse un marziano, ma lui non se ne cura. Sorseggia il cappuccio senza zucchero, posa la tazzina.
«Signore, non può stare qui se non mi mostra il green pass» ripete la barista una volta raggiunto al tavolo.
«Non devo mostrarle un bel niente. Sto facendo colazione in piedi come da lei richiesto.»
«Eh, ma deve stare al banco.»
Silvio ride. Ride così forte che la gente intorno si spaventa. si piega in due dalle risate. Qualcuno si alza dalla sedia e si allontana.
«Signore?» La barista è imbarazzata. Non sa che fare.
Silvio non smette di ridere e farfuglia qualcosa che suona più o meno «in piedi al banco sì e al tavolo no… cos’è, il mondo dei cretini?»
«Sono le regole, signore.»
«E se impongono una nuova regola che dice di bruciare le licenze, voi le brucereste, vero?» Silvio ride ancora più forte. «O se impedissero l’ingresso alle donne grasse o ai bimbi troppo magri… o a chi ha la faccia da killer, come sosteneva un tempo la psicologia lombrosiana?»
Entrano due poliziotti impettiti. Capelli corti, fisici scolpiti. Un moro e un biondino che sembrano appena usciti dal set di CHIPs. Si avvicinano al tavolo. «Cosa sta succedendo qui?» domanda il moro.
La barista spiega la situazione e l’uomo si rivolge a Silvio. «Ha il green pass, signore? Mi mostra i documenti?»
Silvio continua a ridere, tra gli sguardi increduli dei poliziotti. Porge loro la carta d’identità.
«Il green pass?» domanda il moro.
«Ce l’ho.»
«Me lo mostra?»
«Lei non è tenuto a vederlo poiché ci sono dati sensibili sanitari. Lo dice la norma.» Poi Silvio scoppia a ridere di nuovo.
«Che cosa la diverte tanto, signore?» domanda il biondo, accigliandosi. «Non sa che la multeremo se non ci mostra il green pass?»
Silvio gli punta gli occhi contro. «Vi ho visti voi due l’altro giorno… fuori dalla mensa…» Ride ancora. «Anzi, ho visto lei che mangiava seduto sulle scale, mentre il suo collega Poncherello era dentro. Poi è uscito e siete andati via insieme con la volante… a proposito… signorina, vuole chiedere il green pass anche al nostro Jon Baker?»
Il biondo perde un po’ della sua baldanza.
Silvio ride ancora più forte. «Scusate, ma il mondo dei cretini è troppo esilarante… la multa… ahahahahah! Voi che non potete mangiare insieme, poi lavorate nella stessa auto per ore… e ora chiedete a me perché sto facendo colazione in piedi cinque metri più in là dal bancone… ahahah. Ieri multavate chi consumava in piedi, perché era più sicuro stare seduti, mentre oggi è più sicuro stare in piedi…? Toglietemi una curiosità: sognavate questo quando vi siete arruolati? Sognavate il mondo dei cretini? Sognavate di fare verbali sapendo che chiunque farà ricorso non pagherà, come accaduto da marzo 2020 a oggi?»
«Facciamo il nostro lavoro. Sono le disposizioni» afferma il bruno.
Silvio esplode in una risata più forte delle altre. «È così che vi lavate la coscienza? Ahahahah. Crede che funzionerà anche quando vi chiederanno di sparare su manifestanti? Cosa c’è di diverso in voi rispetto a criminali come Erich Priebke? Anche lui eseguiva soltanto gli ordini. Domandatevelo guardandovi allo specchio, o mentre osservate il petto dei vostri bambini andare su e giù mentre dormono. Chiedetevi se per loro volete davvero un mondo di… cretini.»
Silvio ride, poi dà un morso alla brioche. «Posso offrirvi qualcosa, signori?» Fissa di nuovo il biondo. «Tranquillo. Resteremo in piedi… pare che adesso sia più sicuro di sedersi… ahahahahaah!»

P.D.M.

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Un commento

  1. troppo bella ma peccarto che di *silvio* ce en sia solo uno quello della storiella, appunto, c en vorebbero tanti almeno uno o due per ogni bar a sollazzarsi e canzonare quei vigili urbani troppo solerti che non sanno nemmeno che il green pass è fuorilegge, voglio applicare una legge fuorilegge, allora sarebbero da sbattere a calci nel sedere fuori del bar, mma non siamo così drastici basta fargli leggere questa storiellina . quando cvi chiedono il green pass, stampatela e tenetela in tasca ed esibitela come una patente . dis tupidità , per i controllori. ovvio. li compatisco, vanno allo sbaraglio..

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