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Terremoto a Palazzo Chigi! No alla fiducia, Cinquestelle fanno saltare Draghi

5 stelle veloci verso la sfiducia a Mario Draghi e Marta Cartabia. Tra tenere in pugno il Movimento e restare al governo, evidentemente Giuseppe Conte sembra aver deciso di privilegiare la prima opzione, strettamente personale. Dopo le indiscrezioni imprudentemente fatte filtrare dalla ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone sull’eventuale dimissione dei ministri grillini in caso di approvazione della riforma della giustizia senza le modifiche richiesta dai pentastellati (poi frettolosamente smentite, senza troppa convinzione), è lo stesso premier a confermare la linea dura. Ed è una bomba su Palazzo Chigi, sulla maggioranza e sul Movimento stesso. La stessa smentita arrivata nel giro di poche ore dallo staff di Conte (“In merito ad alcuni virgolettati che oggi vengono attribuiti a Giuseppe Conte, si precisa che Conte non ha rilasciato interviste, né dichiarazioni, né virgolettati”) non smentisce granché della notizia, che il Fatto basa soprattutto su voci filtrate da fonti grilline.

“L’avvocato tratta e tratterà, perché un buon accordo, qualcosa da presentare come un risultato politico degno di un capo, è ancora possibile – spiega il Fatto quotidiano, organo di stampa contiano per eccellenza -. Ma possibile non è sinonimo di vicino”. “Da Palazzo Chigi fanno muro alle nostre richieste”, è l’accusa dal Movimento, che chiede la non applicazione della riforma Cartabia per diversi reati, innanzitutto quelli di mafia. “Se non accettano modifiche vere, preservando innanzitutto i processi per mafia, per noi sarà impossibile votare la fiducia”, spiegano alcuni contani di ferro al Fatto, aprendo la strada all’uscita del Movimento dal governo. Se se Conte pare aver “apprezzato” l’uscita della Dadone, si dice invece che Luigi Di Maio sia molto preoccupato, visto che il suo vero obiettivo è fare arrivare questo governo “fino al 2023”


Il ministro degli Esteri si è sbilanciato: “Io non credo che sia irragionevole discutere della riforma della giustizia e dire che va migliorata. È irragionevole se vogliamo fare una battaglia ideologica per cui le riforme di tutti gli altri non sono buone perché le presentano gli altri e l’unica buona è la nostra. Questo è un salto che stiamo facendo in questa fase storica”. Una supercaz***a che ha trovato le ironie del direttore del Fatto Marco Travaglio. Uno che tifa crisi da quando Conte è stato spodestato

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