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Ricordate Hakan Sukur, ex centravanti di Torino e Inter? Pochi sanno che vive in esilio senza più nulla perché Erdogan lo vuole morto

L’ex centravanti dell’Inter e della Turchia oggi 50enne vive negli Usa e racconta: “Non mi è rimasto niente, Erdogan si è preso tutto. Un ruolo nel golpe? E quale sarebbe stato?”

Una volta segnava gol velocissimi, come quello che è rimasto nella storia della Coppa del Mondo perché il più rapido di sempre (10,8 secondi!). Ora, invece, va veloce solo sulla sua Uber. Sì, perché la vita di Hakan Sukur, uno dei più grandi calciatori turchi di tutti i tempi, istituzione per la sua Nazionale con un passato anche in Serie A e in Premier League, ha preso una piega davvero particolare tanto che per guadagnarsi da vivere vende libri e guida un Uber per le strade di Washington.

“NON MI È RIMASTO NIENTE”

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Come sia potuto succedere se lo chiedono in tanti. E la spiegazione arriva direttamente dall’ex calciatore, oggi 48enne: “Non mi è rimasto niente – ha spiegato al “Welt am Sonntag” -. Erdogan si è preso tutto ciò che era mio: il mio diritto alla libertà, quello di esprimermi e quello al lavoro “. Tutto comincia nel 2008, quando Hakan Sukur, quasi 37enne, decide di smettere di giocare ed è immediatamente corteggiato perché entri in politica. Ma dopo essersi unito al partito di Erdogan ed essere stato eletto nel 2011 in parlamento, l’idillio con l’attuale capo di stato turco è cambiato totalmente. Sukur era infatti un fedelissimo di Fetullah Gulen, leader di un movimento all’inizio alleato di Erdogan ma poi additato dallo stesso come ostile. Su Sukur, come su altri appartenenti al movimento, pende un mandato d’arrest

“HANNO PRESO MIO PADRE”

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L’ex giocatore racconta che quando i suoi beni sono stati confiscati, nel 2015, è dovuto fuggire negli Stati Uniti, lasciando suo padre in Turchia che nel frattempo è stato imprigionato: “Il partito mi ha invitato a beneficiare della mia popolarità. Poi sono iniziate le ostilità – rivela -. Hanno lanciato pietre nella boutique di mia moglie, i miei figli sono stati molestati per strada, ho ricevuto minacce dopo ogni mia dichiarazione. Quando me ne sono andato, hanno rinchiuso mio padre e tutto ciò che avevo è stato confiscato. È stato un momento molto difficile per la mia famiglia. Chiunque aveva a che fare con me aveva difficoltà finanziarie”.

DIREZIONE DIVERSA

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Ma Hakan Sukur, che oggi guida un Uber, non è nuovo a lavori – per così dire – “normali”. Appena un anno fa, infatti, era stato pizzicato a servire caffè in California. Ma anche lì, ancora problemi: “Ho gestito una caffetteria per un po’, ma alcune strane persone venivano nel mio bar”. E poi: “Quando ho aderito all’AKP, la Turchia era un Paese conforme agli standard dell’Unione Europea, ma la politica di Erdogan ha portato alla rigidità ed è stata presa una direzione completamente diversa: un orientamento verso il Medio Oriente anziché verso l’Europa”. L’ex calciatore è stato incolpato di aver partecipato al colpo di stato del 2016 (poi fallito) di cui fu accusato proprio Gulen: “Quale sarebbe stato il mio ruolo? Fino a oggi nessuno è stato in grado di spiegarlo. Ho fatto solo cose legali nel mio Paese. Possono indicare quale crimine avrei commesso? No, sanno solo dire “traditore” e “terrorista”. Sono un nemico del governo, non dello Stato o della nazione turca. Adoro la mia bandiera e il nostro Paese”. Infine un messaggio a Erdogan: “Torna alla democrazia, alla giustizia e ai diritti umani. Interessati ai problemi della gente. Diventa il presidente di cui la Turchia ha bisogno”.

LA CARRIERA

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Hakan Sukur è un’istituzione per il calcio turco. Nel Galatasaray è tornato per ben tre volte e con la maglia giallorossa ha disputato 408 partite con 189 gol e 85 assist. Numeri non banali anche quelli in Nazionale dove ha giocato ininterrottamente per 15 anni, dal 1992 al 2007, collezionando 112 presenze e 51 gol. Il più famoso resta senza dubbio quello contro la Corea del Sud ai Mondiali del 2002 arrivato dopo appena 10,8 secondi dal fischio d’inizio e che gli vale il record di rete più veloce di sempre nella storia dei Mondiali. Non positivissime le esperienze fuori dalla Turchia, sia in Serie A dove ha vestito le maglie di Torino, Inter e Parma, sia in Premier League, dove ha indossato quella del Blackburn. Bene invece in Champions League con 22 gol e anche in Coppa Uefa e Coppa delle Coppe dove ne ha segnati 15. Coppa Uefa che tra l’altro Sukur ha vinto col Galatasaray nel 1999-2000. Ancora una volta il meglio nel suo Paese. Quello dove oggi non può tornare…

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