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Il GreenPass dopo soli dieci giorni vale quanto la carta igienica: in tutta Europa stanno cambiando le regole con la scusa della variante

Gabriele Rosana per “il Messaggero”

Non un inizio sotto i migliori auspici per il certificato Ue: operativo da meno di due settimane, rischia adesso di esser travolto dalla variante Delta.

Con l’annuncio delle frontiere chiuse da mercoledì a chi non avrà completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, Malta fa da apripista nell’ Ue nell’ introduzione di nuove restrizioni ai viaggi: il piccolo Paese mediterraneo è finora l’ unico ad aver attivato il freno d’ emergenza previsto dal regolamento sul certificato digitale europeo che consente agli Stati di ripristinare i limiti all’ accessso.

Da Bruxelles non sono entusiasti del primo stop al funzionamento del certificato Ue, ma confermano che La Valletta si è mossa nel solco delle regole Ue che prevedono eccezioni in caso di impennata del rischio epidemiologico: per attivare la deroga, infatti, ai governi basta notificare alla Commissione le nuove restrizioni alla libera circolazione. I partner europei, però, non sono convinti dal precedente messo sul tavolo dai colleghi maltesi. «Non condanno la scelta, ma quanto deciso è contrario alle regole europee. Bisognerebbe attenersi al contesto comune il pass sanitario Ue e applicarlo appieno», ha detto il ministro per gli Affari europei francese Clément Beaune.

Era stato lo stesso Beaune, però, appena pochi giorni fa, a scoraggiare i viaggi dei suoi concittadini verso Spagna e Portogallo. La penisola iberica, dove si è diffusa rapidamente la variante, sta infatti facendo registrare un nuovo picco di contagi (240 e 215 infezioni ogni 100mila abitanti): oggi la cabina di regia del governo francese torna a riunirsi e potrebbe decidere nuove misure tra cui l’ obbligo vaccinale per il personale sanitario – che il presidente Emmanuel Macron annuncerà stasera in diretta tv, durante un discorso alla nazione.

Parigi potrebbe seguire quanto fatto dalla Germania, che ha incluso Spagna, isole comprese, e Cipro fra le zone ad alto rischio.

Per ora poche conseguenze concrete, ma chi rientra va in quarantena se non vaccinato o guarito o se sprovvisto di tampone.

Controlli ai confini pure in Slovacchia e Lituania, che non seguono più il regime a colori Ue e tornano a prescrivere isolamento fiduciario, rispettivamente, per chi non ha completato il ciclo di immunizzazione e per chi arriva da una zona rossa.

L’ Europa torna a muoversi in ordine sparso pure sulle chiusure minacciando le graduali riaperture che erano appena cominciate e l’ avvio della stagione turistica soprattutto nelle località balneari. Dal fine settimana appena trascorso, in Catalogna discoteche e locali notturni chiudono i battenti durante i weekend, mentre occorrerà il certificato per accedere agli eventi all’ aperto con più di 500 persone.

Se in Grecia il pass sanitario è necessario anche per gli spostamenti fra le isole, nelle principali città del Portogallo è tornato il coprifuoco tra le 23 e le 5 del mattino, con anticipazione degli orari di chiusura di bar e ristoranti (a proposito, per consumare all’ interno serve il certificato, così come per prenotare una stanza d’ albergo).

Fuori dall’ Ue, anche il Regno Unito che fa i conti con un picco di infezioni da variante Delta tentenna e rivede l’ottimismo dei giorni scorsi: la fine dell’obbligo di mascherina è confermato a partire dal 19 luglio, ma l’ uso della protezione è adesso «vivamente consigliato», secondo il governo, soprattutto nei luoghi affollati e sui mezzi di trasporto.

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