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Lockdown in tutta Europa! I parassiti di ogni nazione d’accordo per rinchiuderci una terza volta

L’ombra nera della variante Delta del coronavirus si allunga sull’Europa. In particolare preoccupano i casi di Spagna e Portogallo, per non parlare della Russia, dove i focolai sono molteplici, con parecchi casi si contagio di ritorno dovuti a turismo o alle trasferte per Euro 2020. E l’allarme, ovviamente, tocca anche l’Italia, dove si inizia a ragionare su un ritorno in zona gialla per alcune regioni e su chiusure selettive che potrebbero colpirci all’inizio di agosto.

Per la variante Delta, insomma, ora è “allerta internazionale“, così come si legge in un documento firmato da Giovanni Rezza, direttore generale Prevenzione. Tutto in una circolare dal titolo chiarissimo: “Allerta internazionale variante Delta: incremento dei casi Covid-19 in diversi Paesi europei”.

Nel testo della circolare si legge quanto segue: “L’allentamento delle misure di controllo nelle ultime settimane ha generato un aumento della mobilità delle persone a livello nazionale e internazionale, portando a un aumento delle interazioni sociali della popolazione. Nel contesto italiano, in cui la campagna di vaccinazione non ha ancora raggiunto coperture sufficienti in tutte le fasce di età, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante”.

Ed in base a queste premesse, per “contenere ed attuare” l’impatto del contagio si rende necessario “mantenere l’incidenza a valori che permettano il sistematico tracciamento della maggior parte dei casi positivi e il sequenziamento massivo di Sars-CoV-2, per individuare precocemente e controllare l’evoluzione di varianti genetiche nel nostro Paese”.

“Alla luce di quanto sopra riportato, vista l’attuale distribuzione delle varianti del virus Sars-CoV-2, si raccomanda pertanto di: continuare a monitorare con grande attenzione la circolazione delle varianti del virus Sars-CoV-2 – rimarca la circolare diffusa dal ministero -, rafforzare le attività di tracciamento dei casi e dei contatti di caso; applicare tempestivamente e scrupolosamente sia le previste misure di contenimento della trasmissione, che le misure di isolamento e quarantena in caso di Voc (Variante di preoccupazione, ndr) Delta sospetta o confermata, per le quali si rimanda alla Circolare n. 22746 del 21 maggio 2021″.

Insomma, toni allarmistici che si allungano sulla nostra estate. Il ministero inoltre raccomanda di “applicare le indicazioni della circolare del ministero della Salute n. 3787 del 31 gennaio 2021, sequenziando prioritariamente i campioni provenienti da: soggetti vaccinati contro Sars-CoV-2 che successivamente si infettano nonostante lo sviluppo di una risposta immunitaria al vaccino; soggetti in contesti ad alto rischio, quali ospedali nei quali vengono ricoverati pazienti immunocompromessi positivi a Sars-CoV-2 per lunghi periodi; casi di reinfezione; soggetti in arrivo da Paesi con alta incidenza di varianti Sars-CoV-2; in caso di aumento dell’incidenza o cambiamento nella trasmissibilità e/o virulenza dell’infezione in un’area; soggetti appartenenti a cluster per valutare la catena di trasmissione e/o l’efficacia di strategie di contenimento dell’infezione”.

Infine anche un ovvio richiamo alle “strategie vaccinali”, le quali, chiedono dal dicastero guidato da Roberto Speranza, debbono tenere conto “della possibile minore protezione contro le infezioni da variante Delta dopo una sola dose di vaccino, dell’efficacia sostenuta della vaccinazione completa e della necessità di effettuare una vaccinazione completa contro Covid-19 il prima possibile, se è disponibile, negli individui a rischio di grave infezione”, conclude la nota.

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