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Adani non è andato via da Sky per sua volontà: è stato cacciato sui due piedi

Finisce male la storia tra Lele Adani e Sky Sport, un rapporto di collaborazione che andava avanti da 9 anni con una soddisfazione che sembrava reciproca. Sembrava, appunto. L’annuncio di ieri sera dell’ex difensore di Fiorentina, Inter e Brescia aveva colto un po’ tutti di sorpresa, in primis per modalità e tempistica. Con un groppo in gola, Adani aveva interrotto brevemente il suo partner di lunga data Riccardo Trevisani per annunciare che la telecronaca di Inghilterra-Danimarca sarebbe stato il suo ultimo evento con la TV di Comcast.

Una notizia inattesa, che sembrava preludere ad una nuova avventura professionale per uno degli opinionisti più in vista di Sky Sport, sulla scia dei vari Cattaneo, Ambrosini e Piccinini che hanno appena lasciato l’emittente satellitare per approdare i primi due a DAZN e l’ultimo – con tutta probabilità – ad Amazon Prime Video. Insomma una scelta di Adani o comunque convidisa, ed invece le cose non stanno così, nella maniera più assoluta, come spiega lo stesso commentatore in un accorato post su Instagram: “Quindi non farò parte di Sky Sport nella prossima stagione: mi è stato comunicato lunedì dal responsabile della linea editoriale. Giusto una telefonata. Ho preso atto della scelta (“scelta mia”, parole sue), tutto legittimo e ognuno risponde alla sua coscienza”.

Detto che la persona che ha fatto fuori Adani e che lui non nomina dovrebbe essere Federico Ferri, direttore responsabile di Sky Sport, il messaggio del ‘talent’ emiliano prosegue con i ringraziamenti alla squadra che lascia: “Mi preme, per questi nove anni, dare un abbraccio sincero a tutti quelli che ho conosciuto, incontrato e con i quali ho collaborato ma soprattutto a coloro che lavorano nel silenzio e nell’ombra, a volte menzionati nei titoli di coda delle trasmissioni e non sempre chiamati col loro nome nei corridoi delle redazioni. Credo da sempre nella forza dei tanti e nel lavoro di squadra, che ho sempre cercato di difendere ed elevare nella cura della preparazione”.

Poi Adani ha uno scatto d’orgoglio con cui lascia intendere che forse le cose che diceva davano fastidio, quando parla di valori e libertà non negoziabili: “Ho vissuto lo spogliatoio per molti anni, so del valore fondamentale del rispetto e della sincerità per essere credibili all’interno di un gruppo e poi fuori, con le persone che ci seguono. Non negozieró mai su valori e libertà, mai. Ho scelto e scelgo questo lavoro, che ho messo davanti ad altre proposte professionali, e credo in quello che faccio e nel suo scopo: raccontare la complessità e la magia del calcio con rispetto e pensando che la vera differenza si faccia nel contenuto, particella fondamentale della comunicazione. Gli appassionati, la gente, elemento imprescindibile di tutto il movimento calcistico, coloro che questo sport lo sostengono, nei fatti, devono essere rispettati con professionalità e passione. Ogni minuto in onda deve restituire alle persone queste componenti, non altro. Avvicinare il calcio alla gente è sempre stato il mio obiettivo. Continuerò a farlo, credendo nella nobiltà dei mezzi utilizzati. Un abbraccio a tutti. Ci vediamo, nel percorso”.

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