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Azzurri in ginocchio? La bordata di Capello contro la Nazionale merita solo applausi

Continua a far discutere la decisione «democristiana» della Nazionale italiana: ci inginocchiamo, sì, ma solo se lo fa anche il Belgio. Il fatto è che lo spogliatoio degli azzurri è spaccato: la maggioranza dei calciatori è contraria a questa forma di protesta, ma la Figc ha comunque fatto fatica a reggere la pressione. Così è nata la scelta pilatesca: non condividiamo, ma lo faremo per solidarietà con i «diavoli rossi». Sull’Italia in ginocchio si è quindi espresso Fabio Capello che, come al solito, non le ha certo mandate a dire.

Capello sull’Italia in ginocchio

In una lunga intervista alla Stampa, infatti, l’ex allenatore non ha utilizzato giri di parole: «Sono per la libertà di pensiero. Se poi la federazione dice loro di farlo…». Insomma, a Capello non convince proprio la ratio alla base della decisione della Figc: se la maggior parte dei giocatori dell’Italia non vuole mettersi in ginocchio, perché devono essere costretti dalla federazione, che vìola così la loro libertà di coscienza? E poi, appunto, farlo solo perché lo fanno gli altri è una scelta tutto sommato grottesca: «Significa non ragionare con la propria testa. Diciamo che sull’argomento non abbiamo fatto una grande figura», è la sentenza di Don Fabio.

«Francesi troppo spocchiosi»

Ma nella lunga chiacchierata con la Stampa, Capello non parla solo dell’Italia in ginocchio, ma anche di quella che rimane in piedi. Di quella che gioca e non fa propaganda, che vince e convince: «Questa Nazionale mi piace perché ci sono almeno 18-19 giocatori che assicurano lo stesso rendimento ma, contemporaneamente, sono in grado di cambiare lo spartito sul campo». Don Fabio si sofferma poi sulla clamorosa eliminazione della Francia: «Hanno pagato la loro spocchia, sentirsi fin dall’inizio i favoriti. Così hanno finito per non giocare mai di squadra convinti che i singoli prima o poi avrebbero risolto la partita. O i problemi».

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