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Via ogni restrizione: è in Europa la prima nazione covid free. Ma che combinazione: è una delle poche fuori dall’UE

In Islanda via tutte le restrizioni anti Covid. E’ la prima nazione europea (non fa parte dell’Ue) a tornare completamente alla normalità pre pandemia. Il governo di Reykjavik ha deciso per lo stop sia alle mascherine che al distanziamento. Eliminate tutte le restrizioni insomma, a partire da domani nell’isola di ghiaccio e di fuoco non esisteranno più le misure che da oltre un anno vigono in tutta Europa. Dopo 15 mesi nessuno sarà più costretto a indossare la mascherina e a rispettare il cosiddetto “distanziamento sociale”. Addio anche ai limiti di persone riunite nei luoghi al chiuso.

Islanda, via tutte le restrizioni. “Godetevi l’estate”

Ad annunciare la svolta – come riferito da Iceland monitor – è stata Svandis Svavarsdotti, ministro dalla Salute islandese. “Godetevi l’estate, e grazie per aver partecipato con noi a questa lotta”, ha detto Svavarsdotti rivolgendosi ai cittadini. Il ministro ha poi voluto sottolineare che il suo è il primo Paese nordico a togliere tutte le restrizioni e molto probabilmente il primo in Europa.

Un annuncio arrivato dopo che nell’ultima settimana in Islanda non sono stati rivelati contagi. Nel frattempo procede più che spedita la campagna di vaccinazione. Quasi il 90% dei cittadini islandesi sopra i 16 ani ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Mentre il 60% della popolazione è completamente immunizzata. Dall’inizio dell’emergenza coronavirus in Islanda, piccola nazione con appena 366mila abitanti, sono stati registrati in tutto 6.500 contagi e 30 morti.

Chi potrà andare in Islanda

Dal primo luglio potrà entrare liberamente in Islanda chiunque in possesso di un certificato valido di guarigione dal Covid. Oppure di immunizzazione con vaccini riconosciuti da Ema o Oms. Senza bisogno di sottoporsi a ulteriore test all’arrivo. Nessun certificato verrà richiesto invece ai minori nati a partire dal 2005. Agli altri viaggiatori non in possesso dei citati documenti verrà invece richiesto all’arrivo nel Paese un certificato che attesti l’esito negativo al  tampone molecolare. Non solo: verranno sottoposti al test anche all’arrivo, saranno obbligati a trascorrere cinque giorni in quarantena e infine di nuovo testati al termine del periodo di isolamento.

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