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Stato d’emergenza, Sabino Cassese sfida Draghi: devi fare solo una cosa. Eliminarlo

Il giudice emerito della Corte costituzionale, Sabino Cassese, non ha risparmiato a Giuseppe Conte aspre critiche per le proroghe ad libitum dello stato d’emergenza per la pandemia. Il motivo addotto a giustificazione dall’ex premier come dall’attuale, Mario Draghi, è il solito: senza lo status giuridico mancherebbe la rapidità di intervento e verrebbe meno la natura stessa della struttura commissariale, retta prima da Domenico Arcuri, oggi dal generale Figliuolo

Draghi pare sulla stessa linea e sarebbe orientato a prorogare lo stato d’emergenza almeno fino al 30 ottobre. Ospite di Omnibus, venerdì 18 giugno su La7, il giurista ha smontato la teoria del “senza emergenza non c’è operatività”:  

“Dichiaro subito la mia ammirazione per il commissario Figliuolo però l’argomento è molto debole. I commissari governativi in Italia sono regolati da una legge del 1988, la numero 400, che ci fa stare tranquilli: Figliuolo potrà lavorare fino a quando sarà necessario. L’emergenza è oggi regolata dal codice della Protezione civile” che fissa limiti molto chiari per gli ambiti e le situazioni in cui può essere applicata, spiega Cassese. 

“Non si può continuare in Italia a ricorrere a situazioni di deroga delle norme ordinarie” rileva il giurista, “dobbiamo cercare di avere norme ordinarie” che funzionano. “Le eccezioni” sono “scorciatoie“, ammonisce il giudice. Il fatto è che “siamo usciti dall’emergenza, sappiamo quali sono le malattie da curare e lo stiamo facendo. Non ci sono le condizioni materiali per la dichiarazione di uno stato d’emergenza”.

Non solo. Cassese entra nel merito politico della questione. Non c’è un’emergenza “cattiva che è quella di Conte, e una buona che è quella di Draghi. In una condizione in cui non si realizzano le premesse dell’emergenza questa è sbagliata”. 

Insomma, la proroga sarebbe una forzatura. “Non siamo nel picco dell’emergenza, possiamo ricorrere alle procedure normali, se ci sono colli di bottiglia basta modificarli. Si fanno tanti decreti legge, ne facciano uno per i colli di bottiglia che eventualmente potrebbero rallentare” l’azione di governo sul Covid. “Lo stato d’emergenza serve per la gente sotto le macerie”, riassume Cassese. 

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