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“Omofobo e sessista” Follia inglese contro Gattuso: salta l’ingaggio al Tottenham a causa

Rino Gattuso non allenerà il Tottenham nella prossima stagione, come sembrava ormai probabile dopo l’addio improvviso alla Fiorentina. Il club londinese ha cambiato rotta nella notte, dopo che i social in Inghilterra sono stati inondati ieri da messaggi di tifosi inorriditi per la scelta fatta dagli Spurs: anche Fabio Paratici è finito pesantemente nel mirino, in quanto ritenuto il mentore dell’operazione che avrebbe dovuto portare l’ex tecnico del Napoli ad allenare in Premier League.

Inevitabile che il presidente Levy abbia preferito passare oltre, quando si è reso conto che la marea montante rischiava di travolgere la società, informata ufficialmente della protesta dei tifosi dal Tottenham Hotspur Supporter Trust. E pazienza se l’agente di Ringhio, Jorge Mendes, è uno dei consiglieri e mediatori di mercato più ascoltati in casa Spurs: andare contro i tifosi in maniera così frontale, dopo il passo falso a stento perdonato della Superlega, sarebbe stato un altro autogol difficile da recuperare.

Ma di cosa viene accusato Gattuso dai tifosi inglesi? In primis la sua posizione arretrata sul ruolo della donna negli anni 2000. I sostenitori del Tottenham sono andati a recuperare sue dichiarazioni del 2013, quando a ‘Radio Radio’ gli fu chiesto cosa ne pensasse della presenza sempre più ingerente di Barbara Berlusconi all’interno del Milan, con conseguenti minori poteri per Adriano Galliani: “Penso che per uno come Galliani bisogna avere maggior rispetto per tutto quello che ha fatto. Barbara Berlusconi? Io le donne nel calcio non le vedo molto bene, mi dispiace ma è così”.

Poi la posizione ugualmente di grande chiusura verso i matrimoni gay, espressa nel 2008 a ‘Porta a Porta’: “Le nozze tra gay non mi trovano d’accordo. Mi scandalizzo perché credo nella famiglia fin da bambino: per me, il matrimonio è tra un uomo e una donna. Anche se siamo nel 2008 e ognuno può fare quello che vuole, questa roba mi sembra molto strana”.

Infine vengono citate le parole di Gattuso quando il ‘Corriere della Sera’ nel 2013 gli chiese conto degli episodi di razzismo del giorno prima nei confronti di Kevin-Prince Boateng durante l’amichevole Pro Patria-Milan: “A Busto non sono razzisti. Quello che è successo è tutta colpa di un gruppetto di imbecilli. Negli stadi, in passato, quante volte abbiamo sentito dei buuu anche per giocatori che non erano di colore? È capitato pure a me se è per questo, ma non gli ho dato importanza. Boateng sicuramente l’ha vissuta come un’offesa alla sua persona ma io continuo a non vederlo come un discorso di razzismo. La metto sul ridere: magari era gente che gli invidia la Velina, la fidanzata. Lo dimostra l’applauso del pubblico. In sottofondo gli applausi si sentivano nitidamente. Io continuo a pensare che l’Italia non sia un Paese razzista, in tutti gli stadi si fa buuu”.

Sicuramente Gattuso non ha nulla a che fare con le accuse di razzismo, ma in una società molto sensibile sul tema come quella inglese, queste frasi – messe assieme a quelle di sopra – hanno creato un fortissimo impatto, ed alla fine Daniel Levy ha preferito fare un passo indietro. Adesso il Tottenham si trova senza allenatore, dopo aver mollato anche Fonseca: una situazione evidentemente ritenuta meno dannosa di mettersi in casa Gattuso.


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