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“Sono dei pazzi!” Stato d’emergenza, Meloni e Salvini: un coro unanime contro le intenzioni di Draghi e Speranza

Il centrodestra chiede di chiudere il 31 luglio lo stato d’emergenza per il Coronavirus, il centrosinistra punta invece a prorogarlo. Sono queste le posizioni emerse dopo l’indiscrezione secondo cui il presidente del Consiglio, Mario Draghi, vorrebbe prorogare lo stato d’emergenza fino a fine anno, contrariamente a quanto affermato in questi giorni da alcuni ministri come Mariastella Gelmini e Roberto Speranza. L’idea di Draghi non piace, di certo, a Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che chiedono di evitare un’ulteriore proroga oltre il 31 luglio. Al contrario Pd e Italia Viva sembrano essere favorevoli a un prolungamento dello stato d’emergenza.

Per Salvini non si deve più prorogare lo stato d’emergenza

Matteo Salvini, leader della Lega, parla durante un forum Ansa: “Siamo al 95% di copertura vaccinale per gli over 80, i fragili sono tutti al riparo, dai 60 anni in su sono rimasti 3 milioni di italiani scoperti. Io sono per la libera scelta”. Una premessa per dire la sua posizione sulla possibile proroga dello stato d’emergenza: “Non abbiamo ancora parlato con Draghi, ma a mio avviso non ci sono i presupposti per trascinare lo stato di emergenza. Credo sarebbe un bel messaggio, come dire il peggio è passato”. Poco dopo, arrivando alla Camera, Salvini aggiunge: “Lo stato di emergenza non c’è più nei fatti. Anzi, bisogna accelerare sul ritorno alla normalità e dire che il peggio è alle spalle”.

Meloni contro Draghi: folle prorogare stato emergenza

Ancora più netta la posizione di Giorgia Meloni, espressa dalla stessa leader di Fratelli d’Italia attraverso un post su Facebook: “Apprendiamo dalla stampa che il Governo Draghi starebbe pensando a una proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2021. Un’ipotesi che, se confermata, sarebbe folle e che come Fratelli d’Italia ci vede nettamente contrari. Ad un anno e mezzo dallo scoppio dell’epidemia non è più accettabile che le più elementari norme della democrazia e i principi dello Stato di diritto come la libertà di movimento e d’impresa possano essere calpestati o violati dal Governo nel nome dell’emergenza. Il 2021 deve essere l’anno del ritorno alla normalità: il nostro ordinamento è in grado di gestire la pandemia con i poteri e gli strumenti ordinari di cui già dispone, nel rispetto della Costituzione e delle prerogative del Parlamento”.

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