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“Ha fatto due volte AstraZeneca e adesso” Floris dalla Gruber racconta che se la fa sotto per la moglie

Una “sperimentazione di massa” sui vaccini, sulla pelle dei cittadini. Da Giovanni Floris, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, una angosciante fotografia del caos, forse inevitabile, che ancora domina la lotta al coronavirus. “Mia moglie ha fatto due volte AstraZeneca e ora non ne potrebbe fare più neanche una – spiega il giornalista e conduttore di DiMartedì -. Siamo tutti in una situazione che è un guaio, questa malattia non la conosciamo. Io ho parenti che hanno avuto il virus e che ora stanno avendo strascichi e i medici cercano di capire perché. Questa è una malattia che stiamo combattendo senza conoscerla, questo da una parte porta a notizie contraddittorie e dall’altra l’unico faro è il vaccino”.

“Del vaccino conosciamo tutte le conseguenze? No, siamo in una fase di sperimentazione e penso che nessuno possa negarlo. Abbiamo fatto sperimentazioni sul campo – prosegue Floris, senza nascondere i suoi dubbi né tentando di indorare la pillola -. Si sa cosa fa AstraZeneca? Più andiamo avanti e più si sa”. Anche a costo di passare attraverso eventi traumatici come la morte di Camilla Canepa a 18 anni, un fatto che contribuirà sia pur drammaticamente a “raddrizzare il tiro” della campagna vaccinale. 

“Io temo che tanti dubbi porteranno all’obbligo di vaccinazione. Io vedo quello che sta succedendo negli Stati Uniti: se noi a settembre ci troveremo con un’ampia fascia di persone che anche a buon senso rinunceranno al siero, potrebbero provocare il contrario, cioè l’obbligo di vaccinazione”.

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