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Seconde dosi, siamo all’anarchia! De Luca si inventa nuove regole alla faccia di Speranza

Fulvio Bufi per il “Corriere della Sera”

L’ ultima notizia gli è arrivata dalla sua Salerno, dove un uomo di quarant’ anni che circa dieci giorni fa ha ricevuto il vaccino monodose Johnson&Johnson è ricoverato in ospedale in seguito a una trombosi. Vincenzo De Luca, però, aveva già deciso: la Campania, come accaduto anche in passato, sceglie una strada autonoma rispetto alle indicazioni del governo e decide di non somministrare più per le prime dosi Vaxzevria (nome commerciale di AstraZeneca), nonché di eliminare Janssen (nome commerciale di J&J), a prescindere dalla fascia di età, ma nello stesso tempo rifiuta di cambiare vaccino tra prima e seconda somministrazione.

La nota diffusa dal presidente della Regione lo spiega chiaramente: «Da oggi non somministreremo più dosi di vaccino a vettore virale a nessuna fascia d’ età», è scritto al primo dei quattro punti che illustrano le nuove linee operative in Campania. E poi: «Prosegue la vaccinazione di massa con Pfizer e Moderna (ma le dosi fornite settimanalmente sono 300 mila per il primo e 30/40 mila per il secondo, ndr ).

Chi ha fatto la prima dose di AstraZeneca sopra i 60 anni, può completare il ciclo con una seconda dose di AstraZeneca. Per i soggetti sotto i 60 anni non si procede alla somministrazione di vaccini diversi dalla prima dose, sulla base di preoccupazioni scientifiche che invieremo al governo, e rispetto alle quali sollecitiamo risposte di merito. In mancanza manterremo la nostra linea di rifiuto del mix vaccinale».

Al ministero aspettano di ricevere la lettera di De Luca convinti di poter rispondere in modo tale da indurre la Campania a riallinearsi alle linee guida nazionali. Ma non è detto che ciò accada. La scelta di una strategia autonoma contiene infatti anche una serie di critiche alla gestione complessiva della campagna vaccinale che De Luca, tra l’ altro, non ha mai risparmiato durante i suoi abituali discorsi del venerdì in diretta Facebook.

Di solito lo fa ricorrendo all’ ironia, qui invece pone l’ accento su una realtà innegabile: «Le vicende degli ultimi giorni relative all’ uso del vaccino AstraZeneca cambiano in modo radicale il livello di fiducia, le sensibilità e la stessa disponibilità dei cittadini in relazione alla campagna vaccinale, e occorre dunque ricostruire il rapporto di fiducia verso lo Stato, oggi fortemente compromesso», sostiene il presidente della Regione.

E, sottolineando che «sarebbe irresponsabile ogni atteggiamento di minimizzazione dei problemi», detta quelle che a suo parere sono le principali urgenze non soltanto in Campania ma nell’ intero Paese. «La realtà è che da oggi cambia completamente la programmazione vaccinale, ed è indispensabile, allora, una radicale semplificazione.

Si chiariscano i ruoli. Si riconduca la funzione del commissario a un lavoro esclusivamente tecnico-operativo, relativo alla distribuzione dei vaccini.

Si riconduca la comunicazione medico-scientifica al solo ministero della Salute, che deve assumersi la responsabilità di fornire gli orientamenti, facendo parlare una sola persona incardinata nel ministero stesso». Secondo De Luca «il livello di confusione esistente rischia di pregiudicare lo stesso prosieguo della campagna vaccinale».

Quindi «auspichiamo che da oggi in poi, da parte degli organi centrali, siano eliminate, nella comunicazione, espressioni tipo “è raccomandato”, “è consigliato”, “è preferibile”, ma si dica semplicemente: “è consentito” o “è vietato”».

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