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Prelievo forzoso sul conto corrente, ci risiamo! Dal PD l’ennesimo infame tentativo di estorsione

Il sospetto è che il Fisco voglia mettere le mani nelle tasche degli italiani. I segnali sono chiari: Enrico Letta che parla di tassa di successione e di patrimoniale e Maria Cecilia Guerra, sottosegretaria all’Economia che in una intervista a Il Messaggero parla di riforma fiscale e riscossione. Come già sappiamo, il governo sta studiando un piano che prevede un decadimento dei debiti col Fisco dopo 5 anni. Un modo questo per snellire l’attività di riscossione. Su questo punto la Guerra è stata  chiara: “Il principio dei cinque anni dipenderà da come questa formula verrà tradotta dal Parlamento. Io sono favorevole. Il problema è capire cosa si può e si deve fare in questi cinque anni per riscuotere. Vale a dire se l’agente della riscossione ha tutti gli strumenti adeguati per attivare azioni che rendano effettiva la riscossione. Se ci fosse questa garanzia andrebbero bene anche meno di 5 anni”. 

Chiarissimo. Peccato che la sottosegretaria, osserva il Giornale, parli anche di come potrebbero cambiare già nel breve periodo le attività di riscossione. Per la Guerra la soluzione è una: dare più poteri al Fisco. Ma c’è un particolare che riguarda le modalità con cui potrebbe prender forma questo nuovo corso per le Entrate e per i contribuenti. La Guerra prima spiega quali siano le differenze fra il prelievo sui lavoratori dipendenti e autonomi: “La riscossione è un elemento necessario. Noi abbiamo un sistema in cui ci sono lavoratori dipendenti che subiscono un prelievo alla fonte. Altri sono sottoposti ad un sistema di adeguamento spontaneo che non sempre viene rispettato. Bisogna rafforzare i meccanismi di recupero perché quando un debitore non paga il creditore deve avere la possibilità di verificare in tempi brevi, prima che le risorse scompaiano, se c’è la possibilità di riscuotere”.

Insomma, parla di prelievi forzosi? “Noi abbiamo uno strumento che funziona nei confronti di lavoratori dipendenti e pensionati in debito con la Pa: si procede con il prelievo su stipendio o pensione. La stessa cosa potrebbe essere estesa ad altri soggetti. Ovviamente si tratta di farlo senza che questo comprometta l’equilibrio di vita o il proseguimento dell’attività economica”. Possiamo concludere che la manina del Fisco potrebbe presto entrare direttamente nei conti per sanare le eventuali situazioni critiche di debito.

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