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Regioni, lo sputo di Speranza ai governatori: bocciata la richiesta di eliminare i colori

Di cambiare il sistema dei colori non se ne parla. Fonti del ministero della Salute considerano “una follia” la proposta lanciata questa mattina dal presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. Eppure vi è tra i governatori un movimento trasversale, che ha la sua anima nel centrodestra ma che coinvolge anche molti presidenti di sinistra, che chiedono misure meno stringenti soprattutto in vista dell’estate. Considerata un’opportunità per far ripartire un’economia attualmente devastata, con un Pil crollato lo scorso anno dell’8,9%.

Per Fedriga “a marzo 2020 erano utili misure restrittive nazionali. Oggi penso che nessuno si deve sentire smentito se, rispetto alla situazione attuale, si possano trovare strategie diverse per essere più efficaci”. Per esempio “il sistema dei colori contro la diffusione dei contagi, utile nell’autunno dello scorso anno, ora può essere rimodulato rispetto alla situazione contingente”. Anche se in realtà nessuno all’interno del governo oggi riesce a immaginare un sistema alternativo a quello attuale.

Ancora una volta la Lega, questa volta per bocca del suo massimo rappresentante a livello Regioni, si smarca dal governo e lo fa proprio il giorno dopo aver votato contro la mozione di sfiducia al ministro della Salute Roberto Speranza. Quindi se da un lato Salvini si allinea all’esecutivo di cui fa parte, non perde l’occasione il giorno dopo per tornare a bombardare le decisioni assunte dalla maggioranza. Tra queste appunto il sistema dei colori che in questi mesi è sopravvissuto a chi lo ha contestato. Non c’è un incontro tra Stato e Regioni in programma ma Fedriga intende porre il tema dell’abolizione del sistema attualmente in atto già durante la prossima riunione.

L’altro tema che pone il presidente della Conferenza delle Regioni, in diretta a Omnibus sul La7, è ancora quello del coprifuoco che “non incentiva arrivi e prenotazioni nelle varie località turistiche”. Vorrebbe ci fosse uno schema già definito, ma è impossibile perché le decisioni saranno prese sulla base dei dati epidemiologico. Ragionevolmente, spiega fonti del governo che si stanno occupando del tema, ci sarà un approccio graduale per evitare di tornare allo scontro con la Lega e con le Regioni. A metà maggio il coprifuoco potrebbe slittare di un’ora, dalle 22 alle 23. I primi di giugno, quando verrà fatto il nuovo check si potrebbe arrivare a mezzanotte, per abolirlo poi a metà giugno con l’inizio dell’estate. Questa è la speranza soprattutto all’interno del centrodestra.

Inoltre durante l’incontro di ieri tra i presidenti di Regioni è trapelata una certa preoccupazione in vista della stagione estiva. È stato depositato un documento con proposte dettagliate che vanno dai matrimoni ai centri termali, fino ad arrivare al distanziamento tra gli ombrelloni sulla spiaggia. Si tratta dello stesso schema dello scorso anno: i governatori presentano le loro proposte aperturiste e il Comitato tecnico scientifico dovrà decidere cosa fare. Ma oggi il presidente Fedriga ci ha messo sopra un carico, che è quello dell’abolizione della divisione dell’Italia in zone. Proposta già respinta dai ministeri interessati, bisognerà vedere quanto Matteo Salvini, che per adesso ha mandato avanti il suo braccio destro, sia intenzionato a cavalcare questa battaglia.

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