Home / NEWS / Arrestato il giudice che definì Quattrocchi “mercenario”: gli hanno trovato i soldi. Si faceva pagare per scarcerare i boss

Arrestato il giudice che definì Quattrocchi “mercenario”: gli hanno trovato i soldi. Si faceva pagare per scarcerare i boss

Colto nell’ufficio in Procura con le mani nel sacco mentre riponeva una busta contenente il denaro appena ricevuto e nascosto tra materiale cartaceo e la riponeva nelle tasche dei pantaloni. Di 6.000 mila euro il prezzo della presunta corruzione, almeno di quella. Così i carabinieri del Nucleo investigativo di Bari lo scorso 9 aprile hanno dato concretezza alle ipotesi dell’indagine che avevano in corso sul giudice del tribunale del capoluogo pugliese Giuseppe de Benedictis che oggi è stato arrestato, in esecuzione di una misura cautelare. Il giudice aveva anche seguito il processo Tarantini che aveva coinvolto Silvio Berlusconi. Alcuni anni fa, era finito nella bufera mediatica per avere definito Fabrizio Quattrocchi un mercenario. 

I carabinieri lo hanno preso mentre intascava la busta con le banconote

Questi aveva fissato, con modalità nascoste e segrete, un appuntamento per le 8 di mattina con i collaboratori dello studio di Giancarlo Chiariello, avvocato, difensore di esponenti della criminalità organizzata, presunto corruttore. Già altre volte i due si erano incontrati e, come avvenuto nelle precedenti occasione, De Benedictis si è recato nell’abitazione del legale, secondo gli inquirenti della Dda di Lecce, per riscuotere il prezzo della corruzione per la concessione degli arresti domiciliari in favore di Antonio Ippedico, assistito da Chiariello, colpito da una precedente ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere per il reato previsto dall’articolo 416 bis del codice penale e successivamente collocato agli arresti domiciliari.

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