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Governo, è crisi per davvero: rinviato nuovamente il consiglio dei ministri

Un altro rinvio. Il Consiglio dei ministri sul Pnrr, il Recovery plan dell’Italia, previsto per le 10 di questa mattina, è stato rimandato di nuovo. Il testo sarebbe in dirittura di arrivo e il Consiglio dovrebbe svolgersi comunque in giornata anche se un nuovo orario non è ancora stato fissato. Già ieri il rinvio, dopo la diffusione della bozza del piano da parte dei media. Nel documento di 318 pagine, un piano Draghi in 4 grandi riforme e 6 missioni: i progetti di riforma di fisco, giustizia, pubblica amministrazione e concorrenza, ma anche lo stop a Quota 100 dal 2022. Giovani, donne e Sud, poi, le tre priorità trasversali. L’iniziale mancato rinnovo del Superbonus fino al 2023 ha scatenato le critiche del M5S, del Pd e di Forza Italia. Tanto che dai grillini è arrivato quasi un ultimatum a Draghi: “Per noi sarà molto difficile dire sì al Pnrr qualora non dovessero arrivare garanzie su questa estensione”. Mentre i dem sono scesi in pressing sia sulla proroga del Superbonus, sia per inserire nel Piano le condizionalità a favore di giovani e donne.

Il Governo, quindi, sta lavorando alla presentazione del Piano nazionale ripresa e resilienza, che va inviato a Bruxelles entro il 30 aprile. “È pronto”, fanno sapere fonti del governo mentre sono in corsor interlocuzioni tecniche con Bruxelles in vista della presentazione. Si tratta, di un piano molto ampio dove per la prima volta si mette nero su bianco un insieme di riforme strutturali in grado di disegnare il futuro del Paese.

La polemica sui tempi

“Sono ancora in attesa che sia definitivo il Recovery Plan. La discussione alla Camera comincia lunedì alle 16. Il documento sarà oltre le 320 pagine. Secondo voi facciamo in tempo a leggerlo con attenzione, a consultarci con territori, sindacati, associazioni, movimenti, cittadini per fare osservazioni sensate e partecipate? E secondo voi quelle eventuali osservazioni verranno tenute in considerazione?”. Lo scrive su Facebook il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Mi pare chiaro che qualcuno – prosegue l’esponente dell’opposizione di sinistra – stia prendendo in giro il Paese e il Parlamento. E questo non va bene. Intanto le prime indiscrezioni sul piano non sono per nulla rassicuranti. Altro che transizione ecologica e giovani…”.

Il nodo Superbonus

Nei giorni scorsi, il nodo Superbonus ha spaccato la maggioranza: M5S e Forza Italia hanno infatti preteso una proroga fino al 2023 per cui servono le coperture. E da Draghi sarebbe arrivata una prima rassicurazione. Ci saranno, è una certezza, la promessa fatta ai grillini dal presidente del Consiglio, alle prese con le ultime limature del Pnrr e le interlocuzioni con Bruxelles. Draghi avrebbe spiegato ai 5 Stelle che le coperture verranno verificate annualmente a seconda del ‘tiraggio’. Vale a dire quante risorse vengono spese in base ai lavori. Non solo superbonus: anche fisco e liberalizzazioni sono al centro del confronto politico. Al momento, poi, sono in corso interlocuzioni fitte tra i tecnici di Bruxelles e quelli italiani per definire alcuni aspetti del Piano di 221,5 miliardi, in particolare sulle riforme che dovranno accompagnarlo.

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