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‘Noi stiamo con Speranza’ La feccia radical-chic lancia una campagna per difendere l’incapace parassita

L’idea dello scrittore napoletano, che si è schierato contro la mozione di sfiducia chiesta da Fratelli d’Italia, ha raccolto oltre 130 firme in poche ore ed è stata sottoscritta anche dai tre segretari di Cgil, Cisl e Uil, da diversi esponenti del mondo della cultura e dai presidenti dell’Anpi, dell’Arci, della Lega cooperative

Il ministro della Salute “è da giorni nel mirino di un attacco politico e personale ignobile. Insulti, minacce, accuse intollerabili. Come cittadine e cittadini italiani, come donne e uomini della cultura, del lavoro, dell’arte, dello sport, della scienza, ci teniamo a esprimere il nostro consenso, il nostro sostegno umano e politico e la nostra solidarietà a Roberto Speranza“. Si chiude così il testo di un appello firmato da numerose personalità della cultura, dello spettacolo, del giornalismo e dell’associazionismo. A lanciarlo su Facebook lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni (l’autore dei famosi gialli sul commissario Ricciardi). Tra i firmatari ci sono anche i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil, i presidenti dell’Anpi, dell’Arci, della Lega cooperative.

La sinistra nella sua accezione più ampia si schiera quindi in aperta difesa di Speranza, per il quale Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia chiedono la sfiducia e vittima del fuoco (più o meno) amico della Lega, partner nel governo di larghe intese guidato da Mario Draghi. Si legge, quindi: “Speranza è stato e continua a essere un punto di riferimento decisivo. Si è battuto per tornare a investire significativamente nella sanità pubblica. Si è battuto per il principio della massima precauzione e della massima cautela, quando altri ci raccontavano che era soltanto un’influenza e suggerivano di aprire, di correre, di non perdere tempo. Si è battuto per imporre – con il sostegno prima del presidente Conte e ora del presidente Draghi – una linea rigorosa che ha impedito decine di migliaia di altri contagiati e di altri morti”.

Da una parte quindi le proteste della destra sovranista, dall’altra quelle di piazza dei ristoratori in parte promosse e sostenute proprio dalla stessa area politica: un mondo eterogeneo che vede nel ministro esponente di Articolo 1 – LeU un intralcio alla richiesta di riaprire tutto, nonostante le centinaia di morti giornaliere a causa del Covid-19. Tra i 130 firmatari del documento ci sono, tra gli altri, don Luigi Ciotti, Antonio Scurati, Gianrico Carofiglio, Corrado Augias, Michele Serra, Francesco Guccini; e poi, Gabriele Salvatores, Neri Marcorè, Ferzan Ozpetek, Sabrina Ferilli, Massimo Ghini, Monica Guerritore, Tomaso Montanari, Moni Ovadia, Eugenio Finardi e Renzo Ulivieri.

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