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Polizia violenta contro i ristoratori? La vergognosa infamia del Corriere

Gli italiani ormai hanno perso la pazienza. Per oltre un anno, i cittadini hanno rispettato rigorosamente le regole anti-Covid dettate dai governi Conte e Draghi. Le proteste sono state veramente poche a differenza di molti altri paesi europei, e principalmente portate avanti dai ristoratori, fascia parecchio colpita dal lockdown. Il timore è quello di non poter più alzare le serrande, non per via della Covid, bensì per la situazione economica catastrofica. L’incendio del portone dell’istituto superiore di sanità di Roma lo scorso 17 marzo, le buste contenenti proiettili destinati a Roberto Speranza e Stefano Bonaccini, e le recenti manifestazioni, destano preoccupazione a Palazzo Chigi.     In seguito agli atti di violenza, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha “espresso solidarietà al poliziotto ferito a Roma”, ma ha anche sottolineato che “l’evidente disagio delle categorie economiche più colpite dalla grave crisi innescata dalla pandemia, merita la doverosa attenzione del governo”. Comodo dire che la crisi economica sia stata “innescata dalla pandemia”, quando in realtà è causata dalle contromisure, rivelatesi per altro fallimentari anche dal punto di vista della protezione della salute dei cittadini. Ed ecco arrivare in supporto il Corriere della Sera, ormai prima espressione delle istituzioni. In un lungo articolo dedicato alla manifestazione, la il quotidiano illustra quello che sarebbe complotto dell’estrema destra, atto a creare disordine e caos.     “Basta scorrere le immagini delle manifestazioni per scorgere i militanti di Casa Pound a Roma e gli antagonisti a Torino, ma anche per ricordare come già ad ottobre a Napoli e a Palermo furono i clan a fomentare i cortei e i sit-in”, si legge sul Corriere della Sera. In realtà basta vedere le immagini per vedere dei semplici cittadini ridotti alla fame e che non chiedono altro se non la libertà e poter tornare a lavorare. Bollato in quattro e quattr’otto come spirito fascista e di estrema destra, per quanto infiltrazioni non si possano comunque escludere.      “Non si può accettare che, in una fase così difficile per il Paese in cui è richiesto il massimo sforzo di coesione e di reciproca solidarietà, le ragioni della protesta sfocino in comportamenti che provocano ulteriori tensioni e disagi” ha detto Luciana Lamorgese. Giusto, per carità. Ma è francamente diventato stancante sentire le parole “coesione” e “solidarietà” usate di sproposito. “Solidarietà reciproca”, tra l’altro, come se la Lamorgese si trovasse nella situazione di un negoziante che probabilmente non riuscirà mai più ad aprire il proprio locale. Il Corriere presenta come “casi isolati” i lavoratori che difendono i loro diritto, mentre in realtà dietro di loro si celerebbero negazionisti, estremisti, fascisti che vogliono soltanto creare paura e disagio. In realtà, i casi isolati sono proprio quest’ultimi, come detto certamente ingiustificabili. Il malcontento riguarda però il popolo italiano, ormai stanco degli arresti forzati da un anno. L’auspicio è che la situazione non degeneri completamente, il governo dovrà ora darsi una mossa e riportare il Paese in pista. Primo passo: riaprire in sicurezza.    

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