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Galli senza vergogna: cosa inventa pur di difendere AstraZeneca

Il danno è fatto. Massimo Galli, ospite di Bianca Berlinguer a CartaBianca su Rai tre, nella puntata di ieri, 6 aprile, spiega che “dal punto di vista comunicativo la frittata su AstraZeneca è stata fatta. Ho disperatamente cercato dei numeri su cui appigliarmi per un giudizio. Ma di dati non ce ne sono da nessuna parte”, spiega il professore di Malattie infettive dell’Università Statale di Milano e direttore di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco.

Sulla nuova sospensione di AstraZeneca in Olanda e in Germania c’è qualcosa che non quadra“, aveva detto sempre Galli in una intervista ad iNews24.it. “Penso che i dati esatti della frequenza precedente di questi fenomeni, non ci sono. Non ci sono lavori che dicono che i casi siano più frequenti di quanto si creda”, aveva spiegato il professore. “Quindi, in questi termini, è impossibile stabilire una relazione stretta tra i due fenomeni (ovvero i casi di trombosi e il vaccino, ndr.)”.

Ma non solo. “Fa pensare che accada in Olanda e in Germania e non in Gran Bretagna, dove i numeri dei vaccinati sono maggiori”, aveva sottolineato Massimo Galli. E “un altro elemento strano è che AstraZeneca venga sospeso nei soggetti di età inferiore ai sessanta anni. Sembra quasi che non vogliano che gli si dia torto”. Insomma, aveva concluso l’infettivologo, “c’è qualcosa che non quadra. Così come non quadra l’elemento di precauzione, visto che si tratta di una trentina di casi su svariati milioni di vaccinati”.

Dalla Berlinguer Galli ha poi chiuso il collegamento con la trasmissione con una botta di ottimismo: “Bisognava evitare che si riempissero le rianimazioni vaccinando le persone fragili velocemente”, ha detto. “Ma ora voglio essere ottimista, bisogna fare tesoro di queste lezioni. Le aperture vanno programmate in relazione a obiettivi raggiunti e vaccinazioni fatte”.

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