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“Vado da Speranza” Così parlava l’imprenditore arrestato per le mascherine nelle intercettazioni

Escono altri dettagli dall’inchiesta che ha portato all’arresto della presunta cricca delle mascherine senza certificazioni.

E stavolta viene tirato in ballo anche il ministro della Salute Roberto Speranza. L’imprenditore Vittorio Farina, finito ai domiciliari, in un’intercettazione del 18 novembre 2020 riportata da La Verità in un articolo a firma di Giacomo Amadori e Fabio Amendolara, parlando di tamponi con un certo Bruno, dice: “Io sto andando dal ministro adesso, c’ho, c’ho appuntamento alle 4 e mezzo col ministro, co Roberto […] ti porto qualche novità”.

Nelle carte depositate agli atti si legge che i finanzieri “alle 16 e 30 hanno visto entrare Farina e Salvatore Spagna (un imprenditore non indagato, ndr) all’interno della sede del ministero della Salute”. Trai progetti del gruppo c’era anche quello di fornire cannabis per l’utilizzo pubblico a fini terapeutici. Ma il 5 novembre era arrivato un contrordine e Farina avverte il lobbista Roberto De Santis, uomo vicino all’ex premier Massimo D’Alema e indagato per traffico illecito di influenze che “dalla segreteria del ministro è arrivato l’ordine di annullare gli accordi che avevamo fatto con l’Istituto farmaceutico di Firenze quello per la cannabis”.

Spiega ancora La Verità che a quel punto De Santis invita Farina a raggiungerlo a Roma al fine di “vedere quali sono le motiva-zioni […] verificare un attimino cosa intendono”. A questo punto, Farina chiede all’interlocutore: “Ma li il rapporto è sempre buono no?” e De Santis lo rassicura: “Sì, assolutamente anche perché si tratta di verificare… la motivazione”. Nelle conversazioni intercettate dagli investigatori si parla anche di altri affari, come la commercializzazione di test diagnostici per il Covid e la fornitura su scala nazionale di un vaccino di produzione cinese del quale vorrebbero ottenere l’esclusiva per la distribuzione attraverso tale «Michele», cittadino cinese non meglio identificato”.

Farina chiede al suo interlocutore se “è sicuro che questa cosa funziona” e Spagna risponde al “l00% […] io purtroppo questo materiale con disclosure agreement non posso mandarlo in giro, ma c’è Speranza, c’è Loeatelli, ci sono tre primari di tre ospedali diversi, ci sono tutti i documenti e le presentazioni con le percentuali […] c’ho anche le lettere con il ministro […] prima Locatelli (Franco, presidente del Consiglio superiore di Sanità, ndr) ha gestito la cosa […] poi Leonardi (Giovanni, responsabile della direzione generale della ricerca e dell’innovazione del ministero, ndr), è il responsabile di Gabinetto […] del ministro Speranza”. Il ministro sembra quindi circondato dai presunti contatti della cricca.

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