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“Basta, libertà” Sanremo, le proteste fuori dall’Ariston censurate dai Tg

A pochi minuti dall’inizio della finalissima del Festival di Sanremo 2021 ci sono stati attimi di tensione fuori dal teatro Ariston, dove alcuni commercianti e ristoratori della città dei fiori si sono dati appuntamento per urlare tutta la loro rabbia e disperazione contro le chiusure delle attività imposte per contenere la terza ondata del coronavirus. La protesta è stata pacifica, ma ha comunque destato preoccupazione all’inizio per via dei fumogeni fatti partire davanti alle porte del teatro Ariston.  “Libertà! Libertà!”, è stato il grido che si è alzato dall’esterno, al quale si è poi aggiunto “dobbiamo vivere, dobbiamo lavorare”. I ristoratori hanno chiamato in causa anche Fiorello e Amadeus per far sentire la loro voce, che però non poteva arrivare ai destinatari, i quali ormai erano già dentro e impegnati con l’inizio della finale della 71esima edizione del Festival, la prima caratterizzata da una pandemia e da protocolli rigidissimi.  Tra l’altro la quinta e ultima serata del Festival si è aperta con la banda della Marina Militare sul palco: praticamente in contemporanea, fuori dal teatro Ariston andava in scena il Sanremo “alternativo”, con ristoratori, gestori e commercianti che si sono radunati per chiudere con forza la riapertura dei loro locali. Erano oltre un centinaio e si sono presentati con striscioni e bandiere tricolore per protestare pacificamente. 

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