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Pensioni, è allarme: nel mirino di Mario Draghi, gli anziani hanno salvato l’Italia

Passata la sbornia di complimenti, per il neo-premier Mario Draghi iniziano gli esami. Coronavirus, Recovery fund e ristori sono i dossier sempre aperti, ma prima o poi l’ex presidente della Bce dovrà occuparsi anche delle pensioni. Sarà costretto a farlo perché a fine anno ci sarà da prendere una decisione su Quota 100, la possibilità di smettere di lavorare a 62 anni più 38 di contributi (contro i 67 delle pensioni di vecchiaia) e pare che la decisione sia già stata presa. Quota 100 non verrà rinnovata. SuperMario dovrà inventarsi una nuova forma di flessibilità che accontenti le famiglie e faccia quadrare i conti pubblici. Non sarà facile.

Il tg di Libero si occupa anche del pasantissimo j’accuse di 67 magistrati al sistema della giustizia ormai malato e torna sugli insulti del professor Giovanni Gozzini che ha dato della “scrofa” e della “vacca” a  Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia ha graziato il prof di sinistra: “La violenza, anche verbale, è sempre implicita ammissione di inferiorità”. Sulla pandemia purtroppo non ci sono segnali di miglioramento e anzi bisogna segnalare altre cattive notizie. Da una parte c’è la proroga del divieto di spostamenti tra Regioni fino a Pasqua e dall’altro si segnala l’indagine sul presidente del Consiglio regionale campano, Gennaro Oliviero, per corruzione e gare d’appalto truccate proprio nell’ambito sanitario. Il governatore De Luca che sfotteva la Lombardia ora cosa dice?

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