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Di Maio e l’arrampicata sugli specchi per giustificare l’appoggio a Draghi dopo le vagonate di insulti da parte dei suoi compagni di partito

(Adnkronos)

Il M5S è stato “decisivo nel Conte I e nel Conte II, andiamo avanti con responsabilità”. Mentre il premier incaricato Mario Draghi lavora alla formazione del nuovo governo, Luigi Di Maio con un post su Facebook ricorda come “negli anni abbiano provato a dividere il MoVimento 5 Stelle in tutti i modi, senza riuscirci mai”. “Ci hanno attaccato e continuano a farlo in maniera strumentale. Ogni giorno non mancano le cattiverie contro di me, contro il MoVimento. Falsità su falsità – denuncia il ministro degli Esteri uscente- Ci provano da anni, ma non ci riusciranno”.

“Il MoVimento è una grande famiglia, con valori e principi ben precisi, fatta di persone che pensano all’interesse dei cittadini, al bene collettivo – rivendica Di Maio – Siamo stati decisivi nel Conte I con provvedimenti simbolo come il reddito di Cittadinanza e la legge anticorruzione. Siamo stati fondamentali nel Conte II con riforme che faranno la storia, come il taglio dei parlamentari. E continueremo ad essere determinanti. Il MoVimento in questi anni ha sempre mostrato serietà e responsabilità”.

“Sentiamo il peso del 33% di voti ricevuti nel 2018, degli 11 milioni di italiani che ci hanno dato fiducia e che rappresentiamo in Parlamento – conclude – Andiamo avanti a testa alta. Viva l’Italia”.

Di Maio in assemblea M5S: “Basta storiella opposizione”

Luigi Di Maio interviene a notte fonda, verso la fine della lunghissima assemblea congiunta dei gruppi grillini. Un seduta ‘psicanalitica’ collettiva dove il M5S, in fibrillazione, si interroga sulla possibilità di appoggiare il nascente governo Draghi. La maggioranza dei parlamentari intervenuti apre al nuovo esecutivo presieduto dall’ex numero uno della Bce. Ma preoccupano i no, come quelli dei senatori Barbara Lezzi (che parla di “suicidio politico” e chiede il voto a giugno) e Danilo Toninelli (il quale propone un ritorno all’opposizione, a un M5S di lotta e di “denuncia”).

Il ministro degli Esteri uscente – tra i primi ad aprire all’ipotesi Draghi – smonta le tesi dei malpancisti e fa un discorso pragmatico: “Basta con la storiella dell’opposizione. Non esiste opposizione senza di noi, senza il Movimento 5 Stelle. Perché non esiste governo senza di noi. E’ questa la responsabilità che dobbiamo sentire sulle nostre spalle”, avrebbe detto Di Maio secondo quanto apprende l’Adnkronos.

Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Patuanelli: abbiamo lavorato molto in questi ultimi tre anni, col Recovery siamo riusciti a ottenere oltre 200 miliardi e restare fuori dal governo in questa fase – il senso del ragionamento espresso dal titolare del Mise – sarebbe inconcepibile.

E’ stato molto apprezzato l’intervento (a sorpresa) del premier uscente Giuseppe Conte, sempre più proiettato verso un futuro politico all’interno del Movimento: “Voltare le spalle al presidente incaricato sarebbe come voltare le spalle al Paese. Non è il momento dell’autolesionismo e dell’autoesclusione”, le parole di Conte, che non ha nascosto le sue forti riserve su un possibile ingresso della Lega nel nuovo esecutivo a guida Draghi. 

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