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“Io sto con Conte”. Il senatore scarica Renzi, e spiega perché ha deciso di farlo

Dopo l’annuncio delle dimissioni presentate dalle ministre di Italia Viva Elena Bonetti e Teresa Bellanova e dal sottosegretario Ivan Scalfarotto, iniziano i primi problemi. Il senatore socialista Riccardo Nencini ha deciso di scaricare Matteo Renzi e restare con Giuseppe Conte, così come il segretario del Partito socialista italiano Enzo Maraio.

Nencini scarica Renzi

Riccardo Nencini è un senatore e di conseguenza il suo voto può essere ancora più importante per la maggioranza a Palazzo Madama. Inoltre, è la persona che ha “prestato” il simbolo a Italia Viva, permettendo a Matteo Renzi di avere un gruppo autonomo al Senato. Il nuovo regolamento di Palazzo Madama vieta la costituzione nel corso della legislatura di gruppi che non siano stati presentati alle politiche. Se Riccardo Nencini dovesse concedere la possibilità di formare un gruppo autonomo a chi è pronto a sostenere il governo, Renzi potrebbe essere costretto a spostarsi nel gruppo misto.

Il senatore potrebbe anche limitarsi a votare in dissenso dal gruppo a sostegno del governo.

Chi ha maggiori responsabilità è chiamato ad esercitarle fuoriuscendo dalla logica dei duellanti e tenendo fermo il richiamo del Presidente della Repubblica. Noi siamo tra i costruttori. Avessimo un centrodestra a trazione berlusconiana, l’ideale sarebbe un esecutivo di rinascita da oggi a fine legislatura. Gettare le fondamenta della nuova Italia, come avvenne tra il 1944 e il 1947, per affidarsi poi alla sfida elettorale.

Non è così, non con Salvini e Meloni che inneggiano a Trump e ritengono l’Europa un pericoloso accidente. Non è questo il tempo per avventurarsi in una terra incognita. Non con una pandemia che ha mietuto 80.000 vite, non con il comparto produttivo alle corde, non con la disoccupazione che cresce, non con le scuole chiuse. I socialisti voteranno la prossima settimana lo scostamento di bilancio per consentire nuovi ristori ad ampi settori dell’economia falcidiati dalla pandemia” si legge nella nota. “La crisi di governo c’è e va affrontata con decisione e senza mettere tempo in mezzo. Sono queste le ore dei costruttori. La strada maestra è mettere al centro il Parlamento e salire al Quirinale utilizzando questa manciata di ore per verificare se esistano le condizioni per formare una maggioranza organica entro un quadro politico certo. Senza immaginare soluzioni di fortuna affidate a un drappello di singoli coinvolti uno a uno, senza farsi illusioni sul coinvolgimento della destra radicale, puntando con determinazione a ricomporre un quadro politico sfilacciato” hanno concluso i socialisti.

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