Home / NEWS / Il grande cuore di Amazon: ricordate il loro magazziniere che si permetteva di vivere solo in un vecchio camper? Così è stato punito da questi infami

Il grande cuore di Amazon: ricordate il loro magazziniere che si permetteva di vivere solo in un vecchio camper? Così è stato punito da questi infami

L’uomo del camper ora è anche senza lavoro. Massimo Straccini, 58 anni, di Ferrara, magazziniere di Amazon costretto a vivere nel parcheggio dello stabilimento di Rovigo perché senza le garanzie necessarie per ottenere un alloggio in affitto, è di nuovo disoccupato. Il contratto di tre mesi con il gigante dell’e-commerce è scaduto e non gliel’hanno rinnovato. Quindi ora ha levato le tende ed è tornato nella sua città, alla ricerca di un altro impiego. “Nella mia squadra sono l’unico a cui non l’hanno rinnovato. Temo di essere stato penalizzato perché ho raccontato la mia storia”, dice rassegnato.

Massimo Straccini, quando è stato il suo ultimo giorno di lavoro?

“Giovedì 7 gennaio, il termine di scadenza del contratto. E prima di quel giorno mai nessuno mi aveva avvisato della possibile conclusione del rapporto di lavoro. Ho chiamato io l’agenzia Adecco che gestiva la mia posizione. Sono stati loro a dirmelo: la tua avventura in Amazon finisce qui”. 

Perché teme di essere stato penalizzato?

“Il mese scorso ho raccontato la mia vita in camper nel parcheggio dell’azienda, era una critica al sistema di lavoro fondato sul precariato, non ad Amazon. Del resto, con un contratto di tre mesi non ci sono le garanzie per stipulare un contratto d’affitto e questo è il motivo per cui vivevo lì con la mia compagna Edna”.

Secondo lei è stata una ritorsione?

“Non dico questo, ci tengo solo a specificare che non ho mai criticato l’azienda che mi dava lavoro. Inoltre, non ero certo uno scansafatiche”.

Ha mai ricevuto contestazioni durante questi tre mesi di lavoro?

“Mai, anzi. I manager si avvicinavano e mi dicevano che andavo bene. Monitoravano il mio operato con i tablet durante i turni e nessuno mi ha mai fatto un appunto”.

Quale era la sua mansione?

“Ero uno degli addetti allo stoccaggio. Dovevo sistemare la merce in arrivo negli armadi robotizzati. Il lavoro non era male”.

In quanti eravate nel reparto?

“Nel mio turno eravamo una decina”.

I loro contratti sono stati tutti rinnovati?

“Sì, domenica scorsa festeggiavano tutti per il rinnovo comunicato. Io ero l’unico che non sapeva ancora nulla. In quel momento ho capito che si metteva male”.

Le hanno dato qualche spiegazione all’agenzia interinale?

“Nessuna. Mi hanno detto soltanto che non a tutti è stato rinnovato. Ho dovuto consegnare il badge e tanti saluti”.

Lei aveva un contratto di tre mesi con un minimo garantito e il resto a chiamata. Quanto è arrivato a prendere di stipendio?

“A pieno regime 1.770 euro per 157 ore. C’erano anche due festivi”.

Com’è stato lavorare in Amazon?

“È stata un’esperienza, sono soddisfatto anche se è finita. L’unico elemento destabilizzante è che non c’è mai un’interfaccia, un contatto diretto. È tutto via app, o via tablet. Sei un numero”.

Com’è stato vivere in camper tre mesi nel parcheggio dell’azienda?

“Non facile, chiaramente. Nessuno mi ha mai mandato via da lì ma, qualche giorno dopo aver raccontato la mia storia, un camionista è venuto a bussare di notte. Io ero al lavoro. Ha chiesto una prestazione sessuale alla mia compagna, che si è molto spaventata. Non ha potuto fare altro che chiudere la porta e sperare che se ne andasse in fretta”.

Lei ha 58 anni. Quanti anni di contributi ha?

“Purtroppo ho soltanto 22 anni di contributi. Da giovane lavorai in nero”.

Ma che lavori ha fatto in passato?

“Ho lavorato come magazziniere con le cooperative, ma sempre contratti brevi. Prima di andare in Amazon lavavo biancheria ospedaliera: una specie di catena di montaggio. Lì facevano addirittura contratti settimanali. Finivi il venerdì e la sera ti dicevano se lavoravi o meno la settimana successiva”.

E adesso?

“Adesso vorrei lavorare ma so che non sarà facile a 58 anni. Anzi, ne approfitto per lanciare un appello: vi prego, datemi un lavoro. Vorrei soltanto trovare un po’ di stabilità”.

loading...

Check Also

Decreto ristori, cambia tutto: si spera che almeno stavolta sia in meglio

Né Ristori, né Sostegno, sarà Indennizzi: così dovrebbe chiamarsi il primo decreto del governo Draghi per gli aiuti …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *