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Quando arriveranno decine di migliaia di dosi rischieremo di buttarle: ecco a voi l’ennesima vergogna di Arcuri

È iniziata ormai da qualche giorno la campagna vaccinale in Italia, ma la parte difficile non è ancora arrivata. Il che fa riflettere, visto che dopo cinque giorni, quattro Regioni sono ancora sotto al 10% di dosi somministrate. “Ma questa è una passeggiata, in confronto a quello che dovremo organizzare tra la primavera e l’estate”, dicono dall’ assessorato alla Salute del Lazio, la Regione leader della classifica delle vaccinazioni effettuate. Il problema con cui avremo a che fare tra qualche mese è quello dei cosiddetti hub, le postazioni per ricevere e conservare i vassoi con le fiale della Pfizer, oltre che per vaccinare i propri medici e infermieri. Adesso la questione non si pone, visto che ci sono gli ospedali, le Rsa e altri punti di somministrazione, individuati dalle varie Asl sul territorio. In futuro, però, sarà necessario conoscere l’elenco degli hub in tutta Italia. Tuttavia, il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri ha già detto che adesso non è in grado di fornire la lista dei punti di vaccinazione che saranno attivati sul territorio nazionale per la seconda fase della campagna, quella di massa, che scatterà tra la primavera e l’ estate. Come riportato da La Stampa, dovrebbero essere 1200. 

Non si sa ancora nulla anche perché le Regioni sono in attesa di indicazioni. O meglio, hanno individuato i possibili luoghi dove far vaccinare le persone: ambulatori e centri Asl, studi dei medici di famiglia, farmacie, palasport e locali delle fiere, oltre ai famosi padiglioni a forma di primula voluti da Arcuri. Tuttavia – spiega La Stampa – mancano delle informazioni fondamentali per procedere. “Non sappiamo quanti medici e infermieri in più avremo tra i 15mila che saranno assunti con il bando del Commissario – spiegano dall’ assessorato alla Salute del Piemonte – né di preciso quando arriveranno”. E non è tutto: dal Lazio spiegano che finché non si saprà con certezza quando arriveranno le forniture e quante saranno le dosi, non si potrà fare nulla. A quanto pare, non si sa nemmeno se arriverà il siero di Pfizer o quello di AstraZeneca, che presentano una differenza enorme dal punto di vista dell’organizzazione.

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