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Conte se la fa sotto: sono ben 5 i possibili scenari della crisi creata da Renzi

Renzi minaccia la crisi. Il Pd tenta la mediazione. I 5 Stelle si stringono intorno al premier e Conte cerca “responsabili” che sostengano una nuova maggioranza. Ma cosa succederà se tutto questo non dovesse bastare? Si andrà alle urne, ci sarà un rimpasto, un nuovo governo, alleanze diverse?

Ecco i cinque scenari possibili se Italia Viva andrà fino in fondo e il presidente del Consiglio si troverà messo alle strette.

Il rimpasto

Il 6-7 gennaio Conte vorrebbe portare in Cdm il Recovery plan con le modifiche apportate dal ministero dell’Economia che ha accolto in queste ore le richieste di Italia Viva sugli investimenti alla sanità e sullo stop al centro per la Cyber-security e quelle del Pd sulle infrastrutture sociali. Il 10 o 11 gennaio il piano sarà sottoposto al Parlamento e se la maggioranza troverà un accordo il governo Conte potrebbe salvarsi e si procederebbe con il rimpasto e la sostituzione di alcuni ministri.LA SCHEDA

Il Conte-ter

Tuttavia nel Consiglio dei ministri del 7 gennaio Italia Viva potrebbe giocare una carta. Se le ministre renziane all’Agricoltura e alle Pari opportunità, Teresa Bellanova e Elena Bonetti, lasceranno l’incarico, Conte dovrà salire al Quirinale e dimettersi. Ma si tratterebbe di una crisi pilotata perché se Italia Viva fosse disposta a sostenere una nuova maggioranza allora lo stesso Conte formerebbe un nuovo governo.

Via Conte e un nuovo governo giallo-rosso

Se non ci sarà un accordo per una nuova maggioranza, allora la soluzione potrebbe essere un nuovo governo in cui Renzi assumerebbe un peso di rilievo per la nuova alleanza. Bisognerebbe trovare un nuovo presidente del Consiglio. Due le ipotesi: il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, o l’attuale ministro alla Cultura e al Turismo, il dem Dario Franceschini. Ma, appunto, sono solo ipotesi.

Un governo di larghe intese: Draghi premier

L’ultimo tentativo per evitare le urne passa per un governo di larghe intese. Ma chi potrebbe presiederlo? Il nome che circola più insitentemente è quello dell’ex governatore della Banca d’Italia e della Bce, Mario Draghi. Un’ipotesi che, però, non piace al Movimento 5 Stelle che ostacolerebbe la sua nomina.

Le urne

L’ultima e più temuta possibilità in caso di crisi passa per le urne. Ma l’idea delle elezioni non piace a nessun partito, soprattutto in un momento in cui l’italia è ancora profondamente segnata dalla crisi economica e sanitaria provocata dalla pandemia del coronavirus. Eppure, se non ci saranno accordi, alleanze, rimpasti, l’unica strada per Conte sarà rassegnare le dimissioni. Bisognerebbe, però, convocare un governo tecnico per traghettare il Pase fino al voto

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