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Conte vale percentuali da prefisso telefonico: Ghisleri mette a cuccia il parassita e chi per lui sparava cifre a due zeri

Alessandra Ghisleri sul partito di Giuseppe Conte: “Vale il 4-6%”, smentite le rilevazioni che lo davano al 12%

Ospite di Omnibus su La7, Alessandra Ghisleri ha analizzato le possibili mosse elettorali di Giuseppe Conte. Dalla fine della prima ondata in poi è infatti ciclicamente emerso il tema del valore di un eventuale partito del premier, che secondo la direttrice di Euromedia Research nell’ultima rilevazione di settembre si attestava tra il 4 e il 6 per cento. Una cifra molto più bassa di quella tra il 10 e il 12 attribuita da altri sondaggi, più “ottimisti” nei confronti di Conte.

“Intanto va detto che la rilevazione era già iniziata tra la primavera e l’estate – ha esordito la Ghisleri – gli ultimi dati sono comunque legati a settembre, ovvero al periodo di ripresa delle attività in cui il premier era dato tra il 4 e il 6 per cento. Queste intenzioni di voto sono però fortemente influenzate dall’attualità, in questo momento il partito di Conte sarebbe inficiato da vaccini, economia e rapporti con l’Europa”. Poi non va trascurato il fatto che le liste legate ai premier non hanno mai avuto fortuna: “Nessuna è andata sopra al 10 per cento, quella migliore è stata di Mario Monti che però nei sondaggi era dato almeno al 20. Il consenso non è l’assenso, quest’ultimo verso Conte in un momento così drammatico non si traduce automaticamente in voti”. Infine la Ghisleri ha confermato che il premier avrebbe più chance da leader del Movimento 5 stelle: “Travaglio dice che potrebbe riportarlo al 30 per cento? Quella sarebbe la strada più facile e soprattutto comprensiva per la gente, anche perché un partito di Conte toglierebbe consensi a M5s e Pd”. 

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