Home / NEWS / “Ecco perché tossiva. Non aveva alcun telefonino”. La versione di Lilli su Conte, ma qualcosa proprio non torna

“Ecco perché tossiva. Non aveva alcun telefonino”. La versione di Lilli su Conte, ma qualcosa proprio non torna

Lilli Gruber vuota il sacco sul tema del giorno: la tosse del premier. La conduttrice di Otto e Mezzo, che ieri, lunedì 23 novembre, ha intervistato Giuseppe Conte, oggi è intervenuta alla trasmissione di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, dove ha raccontato la puntata col premier dal suo punto vista.

Una puntata che ha fatto registrare ascolti eccellenti. “Ieri grande performance e grande successo. Conte l’ho trovato molto determinato, un po’ stanco anche con la voce un po’ giù. Ma è assolutamente normale per un uomo che ha messo al centro della sua vita il lavoro, vorrei vedere non chi non sarebbe stanco…”, ha spiegato Gruber a Rai Radio1. Proprio la voce del premier, ed in particolare qualche colpo di tosse, ha fatto scatenare i social…”Aveva le corde vocali irritate, affaticate, per cui ogni tanto tossiva, ma non è, come ho letto, che forse ha il Coronavirus. Non diciamo scemenze, non mi sono spaventata per niente, e certo non metterebbe a rischio la salute di altri”, ha tagliato corto.

Le ha fatto tutte le domande che aveva preparato? “Tutte, sì. Mi preme dire che Giuseppe Conte non chiede mai le domande prima, è un segno di rispetto per il nostro lavoro e anche di grande sicurezza di sé”.  Sui social in molti hanno sostenuto che Conte leggesse sul cellulare prima di risponderle. “Altra scemenza. Nemmeno lo aveva il telefonino, aveva solo dei fogli per prendere appunti, e basta”. Ad alcuni è parso che il presidente del Consiglio non abbia molto gradito la sua domanda su Mario Draghi. Lei che impressione ha avuto? “Penso che l’abbia capita ed abbia anche risposto”. Qualche dubbio, però, sul fatto che non leggesse le risposte: pacifico il fatto che non avesse il cellulare, ma allora perché guardare qui fogli se di appunti non ne stava prendendo? Dato per buono il fatto che non avesse la scaletta delle domande, resta il tangibile sospetto che avesse degli appunti, decisivi per uscire (o tentare di farlo) da situazioni di affanno.

Otto e Mezzo  è andato ben oltre il solito orario di messa in onda. “Col direttore di rete ci sembrava che valesse la pena allungarci visto che Conte era stato l’ultima volta in uno studio tv, sempre da noi, circa 10 mesi fa”. A telecamere spente avete chiacchierato prima dell’intervista o dopo? “Dopo. Il premier è una persona estremamente gentile, educata e affabile. Ad un certo punto ha confessato che essendo oberato di impegni di lavoro non riesce neanche a seguire la sua squadra del cuore, l’As Roma, di cui è grande tifoso”. Lei cosa ha detto a riguardo? “Diciamo che la conversazione sulla Roma l’ha portata avanti soprattutto il mio redattore capo, che è un grande tifoso, e il resto della redazione”.

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